L’OMS: si ai farmaci anti-aids generici per i paesi poveri

L’assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si è recentemente conclusa a Ginevra, ha approvato un’importante risoluzione in materia di lotta all’Aids nei Paesi in via di sviluppo.
Il commento di Chiara Bannella di Medici Senza Frontiere.
A cura di amismp

Nel corso del dibattito la delegazione Usa ha ripetutamente tentato di indebolire la risoluzione e – sebbene alla fine non abbia votato contro – ha esplicitamente ribadito la contrarietà degli Stati Uniti al sistema di pre-qualificazione multilaterale a cura dell’Oms.
La risoluzione approvata ribadisce con forza il diritto di tutti i Paesi a utilizzare nel modo più flessibile tutte le misure di salvaguardia contenute negli accordi internazionali in materia di brevetti sui farmaci, secondo i quali i Paesi afflitti da emergenze sanitarie e da gravi problemi di salute pubblica possono legalmente infrangere i brevetti farmaceutici delle multinazionali e produrre localmente o importare da paesi che già li producano, equivalenti generici di qualità e molto più economici.
E il segno che i Paesi del Sud del Mondo non intendono più rinunciare al diritto di mettere la vita e la salute dei propri cittadini prima del diritto delle multinazionali a far profitti arriva da due importanti novità annunciate a Ginevra:

– una coalizione di 8 Paesi in via di sviluppo, guidati dal Brasile a cui aderiscono anche Sudafrica, India e Cina cercherà posizioni comuni nel corso dei prossimi vertici internazionali (a partire dal Congresso mondiale Aids che si svolgerà in luglio a Bangkok) al fine di contrastare le pressioni troppo spesso subite da parte dei Paesi più ricchi in materia di farmaci e diritto alla salute.
– Il Governo del Mozambico è il primo dei least developed coutries che ha fatto ricorso a uno degli strumenti di flessibilità previsti dagli accordi mondiali sul commercio, rilasciando una licenza obbligatoria che autorizza un’industria farmaceutica locale a produrre la terapia antiretrovirale in dose fissa a costi ben più bassi di qualli praticati dalle multinazionali che detengono il brevetto.

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