Messico: radio comunitarie, un passo indietro

Il 7 maggio scorso il presidente Vincente Fox ha annunciato di aver dato istruzioni alla “Secretaría de Gobernación” e alla “Secretaría de Comunicaciones y Transportes” per la chiusura di emittenti definite “clandestine”, iniziando questo mese dallo stato del Michoacán. Secondo il governo, queste emittenti sono circa 100 su tutto il paese.
A cura di amisfd E’ gia’ da un po’ di tempo che c’e’ molto interesse, da parte di alcuni settori, nel confondere le acque, definendo come “clandestine” le radio comunitarie e di prossimita’, per giustificare una politica repressiva contro quei settori della popolazione che chiedono garanzie nell’esercizio della liberta’ di espressione.

Occorre ricordare che lo scorso 3 marzo a Washington nella sede della Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH), il governo messicano aveva preso l’impegno di continuare il processo di dialogo per la legalizzazione delle radio comunitarie, riconoscendo il principio secondo cui questo tema e’ di competenza dell’agenda sui diritti umani in materia di liberta’ di espressione. In questa stessa sede, sono anche stati resi pubblici tutti i documenti che provano che le emittenti comunitarie hanno regolarmente chiesto la licenza alla Secretaría de Comunicaciones y Transportes, per poter agire nella legalita’, isatnze che sono rimaste lettera morta di fronte al silenzio del governo.

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