GREENPEACE: prosegue il blocco soia Ogm a Ravenna

Nuova azione dimostrativa della nave di Greenpeace “Esperanza” a largo di Chioggia con il blocco della nave coreana carica di 40.000 tonnellate di soia Ogm Argentina.
A cura di amismp All’alba una settantina di attivisti di Greenpeace hanno occupato due dei principali impianti dove viene scaricata soia a Ravenna.
Attivisti da Italia, Spagna, Austria, Finlandia, Danimarca e Norvegia stanno bloccando tutti i cancelli degli stabilimenti, altri si sono arrampicati sulle gru bloccandole, altri hanno appeso sui silos uno striscione di 20 metri con scritto “No al cibo Ogm”. Recentemente Greenpeace aveva raccolto dei campioni di soia da uno dei magazzini ed effettuato il test che si è rivelato positivo: la soia si è dimostrata geneticamente modificata.

Greenpeace vuole che il porto di Ravenna diventi Ogm free e che cessi l’importazione di soia Ogm in Italia. Ravenna è il principale punto d’ingresso degli Ogm in Italia. Dei 4.2 milioni di tonnellate di soia che l’Italia importa ogni anno per la mangimistica animale e per l’industria alimentare, quasi la metà arriva a Ravenna.

“…la soia ogm viene coltivata per i profitti di poche multinazionali come Bunge, Cargill e Dreyfus. Queste aziende insieme ad altre minori controllano il mercato e potrebbero nel giro di un anno garantire la fornitura Non Ogm per ogni importazione a Ravenna e per tutta Italia se solo lo decidessero. Quindi perché continuano a importare soia ogm? …” commenta Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace.

Altre domande che Greenpeace pone alle aziende sono: tengono la soia Ogm separata da quella non Ogm? Quali aziende alimentari usano la soia Ogm e per quali prodotti? Vogliono impegnarsi a rendere Ravenna Ogm free, primo passo per bandire tutte le importazioni di Ogm in Italia, come vogliono i consumatori italiani?

I dirigenti della Bunge/Cereol di Ravenna, la principale azienda italiana che trasforma soia, hanno comunicato a Greenpeace di essere Ogm free, ora, perchè importano soia convenzionale dal Brasile, ma anche che potrebbero riprendere ad Ottobre l’importazione di Ogm. L’azienda ha altri due stabilimenti in Italia, a Porto Marghera e Ancona ed importa anche farina di soia Ogm dall’Argentina.

“… Quasi l’intera soia coltivata nel nostro Paese è Ogm e questo è diventato un incubo ambientale e sociale – denuncia l’argentina Daniela Montalto, di Greenpeace, – Oltre 14 milioni di ettari di monocolture a soia Ogm stanno distruggendo l’ecologia del suolo e le foreste primarie, mentre migliaia di piccoli agricoltori che coltivavano per i loro consumi vengono cacciati dalle loro terre. Mentre pochi esportatori fanno fortuna all’insegna del “soia e champagne”, la realtà degli agricoltori è pesticidi e fame …”.

Tutte e tre le navi di Greenpeace, intanto, continuano a battersi per un unico obiettivo, fermare gli OGM: la nave “Esperanza” da ieri impegnata a Chioggia nel blocco, il rompighiaccio “Arctic Sunrise” in Brasile e l’ammiraglia “Rainbow Warrior” in Australia.

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