Filippine alle urne: ma continuano le violenze

43 milioni di aventi diritto sono chamati ad eleggere il futuro presidente delle Filippine. A poche ore dall’apertura dei seggi, sei persone sono morte in una imboscata nell’isola meridionale di Mindanao, dove diversi gruppi di ribelli musulmani stanno combattendo per l’instaurazione di uno stato islamico.
A cura di amismp Opinionisti, sondaggi, boatos di colpi di mano e gravi violenze (oltre cento i morti durante i preparativi per il voto) si sono inseguiti fino all?ultimo minuto nella campagna elettorale appena conclusa nelle Filippine, dove oggi 43 milioni di aventi diritto sceglieranno il loro futuro presidente.
Nell?arcipelago delle 7mila isole, si eleggeranno anche 12 senatori e 200 deputati, oltre a 48mila amministratori della funzione pubblica locale. Trecentomila i seggi e 400mila i candidati, anche se tutti gli occhi sono puntati su due personaggi: Gloria Arroyo e Fernando Poe.

I sondaggi più recenti danno in testa l’attuale presidente Arroyo, che raccoglierebbe il 37% dei consensi, mentre al suo diretto rivale, il popolare attore Fernando Poe Jr, 64 anni, i sondaggi assegnano il 30% delle preferenze.
Tre altri candidati si aggiudicherebbero il resto dei voti. Lo scrutinio dei voti sarà fatto a mano e quindi ci vorrà del tempo prima di conoscere l’esito finale.

Nel complesso sono almeno 17 le persone rimaste uccise in tutto l’arcipelago nell’immediata vigilia del voto.

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