Inghilterra: il governo sapeva delle torture

Sono 33 i casi di violenze da parte dei soldati inglesi.Il ministro della Difesa, Geoff Hoon, dovrà risponderne oggi in aula ai Comuni.
A cura di amismp Pressato dalle domande dei conservatori e dei liberal-democratici, il portavoce di Downing Street ha ammesso che il governo era stato informato a febbraio di cosa stava succedendo nelle carceri in Iraq.
Tony Blair si trova di fronte ad una situazione complessa e difficile da gestire. Ieri, il premier britannico ha scelto la televisione francese, in occasione della visita a Parigi per le celebrazioni della Giornata dell’Europa, per scusarsi per gli abusi inflitti dai militari del suo paese ad alcuni prigionieri in Iraq.
E si moltiplicano le denunce contro comportamenti inumani anche da parte di soldati britannici. Le prime immagini pubblicate una settimana fa avevano sollevato dubbi e messo in moto reazioni di rifiuto. Ma sono arrivate altre immagini ed altre testimonianze.
E si apre la strada della corte marziale per i tre soldati del reggimento dei fucilieri indagati dalla polizia militare britannica per abusi sessuali nei confronti di prigionieri iracheni. Si tratta della prima accusa pesante contro gli uomini in divisa britannica: violenza sessuale, incitamento alla violenza e violazione della Convenzione di Ginevra.

Mentre si affaccia la possibilità che agenti del MI6 abbiano partecipato regolarmente agli interrogatori anche dei prigionieri di Abu Ghraib, la prigione al centro dello scandalo, il 55 per cento dei britannici -secondo un sondaggio pubblicato oggi da “The Indipendent”- si è dichiarato favorevole a un ritiro delle truppe dell’Iraq dopo il 30 giugno.

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