Iraq: continua lo scandalo delle torture

Le ultime testimonianze di tortura e maltrattamenti da parte di militari americani e inglesi nella prigione di Abu Ghraib aggravano la già precaria situazione irachena.
Sotto indagine anche la Cia.
A cura di amismp Secondo quanto riportato in esclusiva da Nbc News, l’indagine sugli abusi commessi nel carcere di Abu Ghraib – ironicamente l’ex laboratorio delle torture di Saddam Hussein – farebbe parte di una più ampia offensiva da parte della autorità governative americane per far luce su un fenomeno che sarebbe molto più diffuso di quanto non si pensava in un primo tempo.

Fonti dell’amministrazione hanno riferito al canale americano Nbc News che sarebbero state aperte almeno altre cinque indagini aventi per oggetto altri luoghi di detenzione iracheni gestiti dai soldati americani. Un fatto che sembra confermare come gli abusi fossero tutt’altro che isolati ma avessero invece un carattere sistematico.
Secondo il rapporto segreto dell’esercito reso noto durante il weekend dalla rivista New Yorker e di cui lo stesso programma Nbc News è riuscito ad ottenere una copia, le irregolarità nel trattamento del prigioniero si estendevano ben oltre i cancelli di Abu Ghraib.
L’estensore del rapporto scrive infatti che “le numorese strutture gestite dalla Brigata 800 imprigionavano persone portate loro da altre agenzie governative senza conoscerne l’identià o il motivo della loro detenzione”. Inoltre alcuni funzionari dell’intelligence militare incoraggiavano i maltrattamenti per “ammorbidire il detenuto” prima dell’interrogatorio. Il rapporto, che è dedicato primariamente ai presunti abusi commessi ad Abu Ghraib, conclude che i prigionieri iracheni erano sottoposti ad “abusi eclatanti, sadici e criminali”.

Sempre secondo Nbc News, almeno due delle altre indagini riguarderebbero abusi commessi da agenti della Cia. Lo stesso presidente americano George W. Bush chiede massima chiarezza sulla vicenda. Prima di partire per il viaggio elettorale negli Stati del Midwest, l’inquilino della Casa Bianca ha chiamato il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, chiedendo che i colpevoli siano individuati e puniti.

La Coalizione deve inviare un segnale chiaro che la tortura non sarà tollerata in alcuna circostanza e che il popolo iracheno può oggi vivere libero da queste pratiche brutali e degradanti”, ha dichiarato Amnesty International.
“È necessaria un’indagine pienamente indipendente, imparziale e pubblica sulle denunce di tortura. Un impegno minore sarebbe insufficiente. Affinché l’Iraq abbia un futuro sostenibile e pacifico, i diritti umani devono essere una componente centrale. Il messaggio che deve arrivare forte e chiaro è che coloro che abusano dei diritti umani saranno portati davanti alla giustizia”.

Amnesty International ha ricevuto frequenti denunce di tortura o di altri maltrattamenti compiuti dalle Forze della Coalizione durante l’anno passato.
Amnesty chiede che le indagini sugli abusi denunciati compiuti dalle Forze della Coalizione siano condotte da un organismo competente, imparziale e indipendente, e considerato tale, e che le conclusioni delle indagini siano rese pubbliche. Chiede inoltre che alle vittime o ai loro familiari vengano garantite forme di risarcimento, tra cui l’indennizzo.

Top