Thailandia:scontri tra polizia e separatisti islamici

Finisce in un bagno di sangue l’attacco sferrato da gruppi separatisti islamici contro diverse stazioni di polizia, caserme e sedi governative situate nella regione meridionale della Thailandia, zona a maggioranza musulmana.
A cura di amismp Negli scontri che ne sono seguiti le forze di polizia thailandesi hanno ucciso almeno 93 rivoltosi, mentre le vittime tra gli agenti sono al momento cinque.
Secondo quanto riportato dalla Reuters e da altre agenzie, l’attacco dei ribelli islamici, sferrato da almeno 400 uomini armati di machete, ha avuto inizio alle 5.30 di ieri ora locale, quando in contemporanea sono stati assaltati decine di edifici della polizia e alcune sedi governative nelle province sud di Yala, Songkhla e Pattani.
Almeno 30 persone hanno invece perso la vita negli scontri scoppiati nei pressi di una moschea situata nella città di Pattani, ma il numero delle vittime potrebbe essere decisamente superiore.
Gli attacchi coordinati , non giungono affatto inattesi. A partire dallo scorso gennaio, infatti, l’ondata di violenza da parte dei separatisti islamici si è scatenata con veemenza concretizzandosi in omicidi mirati ed attacchi alle forze di polizia, causando più di 150 vittime.
L’intento dei rivoltosi, secondo il generale Pinmanee, è quello di impadronirsi di armi, come già accaduto in precedenti offensive sferrate nelle scorse settimane.

I rivoltosi invocano l’autonomia dal governo centrale di Bangkok, ma soprattutto lamentano ricorrenti discriminazioni a loro danno solo per il fatto di appartenere alla regione musulmana in un paese prevalentemente buddista.

Il primo ministro thailandese, Thaksin Shinawatra, ha reso noto che le misure di sicurezza al confine con la Malesia sono state rafforzate e ha precisato che a suo giudizio gli attacchi di questa mattina non sono riconducibili ad un disegno del terrorismo internazionale, ma costituirebbero un fenomeno di rilevanza esclusivamente interna riconducibile a bande criminali.

Altre fonti governative hanno rivelato che l’esercito aveva già ricevuto nei giorni scorsi delle soffiate che preannunciavano l’attacco di ieri mattina, consentendo in tal modo alle forze di polizia di prepararsi all’offensiva, poi repressa nel sangue.

leggi l’approfondimento di Emanuele Giordana di Lettera 22

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