ONU: Kofi Annan esorta al coraggio per la pace

Kofi Annan, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha lanciato un ‘appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto iracheno.
A cura di amismp L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, in una nota diffusa ieri, ha denunciato con forza come la situazione a Falluja e nel resto dell’Iraq ostacoli gli sforzi per portare aiuti alla popolazione.
La violenta azione militare “da parte di una potenza occupante contro gli abitanti di un paese occupato può solo peggiorare la situazione”, ha detto Annan facendo riferimento ai massicci attacchi lanciati contro le città di Falluja e Najaf negli ultimi tre giorni dalle forze statunitensi di stanza in Iraq. Soprattutto Falluja ieri ha vissuto un’altra giornata di intensissimi combattimenti con le forze Usa che hanno lanciato un attacco coordinato terra-aria sulla città assediata da giorni.
Mentre il presidente George W. Bush dichiarava che verrà fatto di tutto “per rendere sicura la città” le televisioni arabe e internazionali mostravano gli scontri a fuoco e colonne di fumo innalzarsi al cielo.
Fonti militari americane, che inizialmente parlavano di un attacco ”difensivo”, in serata hanno confermato che ci sono ancora operazioni militari in corso nella città sunnita a nord ovest di Baghdad, senza fornire dettagli sul numero dei marines impiegati o si quello dei civili iracheni rimasti uccisi.

“Basta con la violenza in Iraq, è bene che chi preferisce il dialogo faccia sentire la propria voce”: Anan ha anche elogiato il lavoro dell’inviato speciale Lakhdar Brahimi. “
Brahimi ieri aveva chiesto e ottenuto dal Consiglio un’accelerazione alla transizione, suggerendo che il nuovo governo iracheno dovrebbe essere scelto con un mese di anticipo sulla data prevista per il passaggio dei poteri il 30 giugno. Un margine di tempo necessario a dare alla nuova squadra (di tecnici, non di politici) il tempo di definire i margini delle sue competenze e della maniera in cui interagire con la Coalizione e con le autorità militari che continueranno a garantire la sicurezza.
“Tutti vogliono vedere la fine dell’occupazione” ha aggiunto Annan “tutti vogliamo la pace in Iraq. In qualche modo dobbiamo arrivare dalla situazione attuale a quella che vogliamo e personalmente ritengo che il piano proposto sia la maniera giusta”. Per arrivare a questo però, secondo Annan, chi preferisce la moderazione deve far sentire la propria voce: “Non c’è niente di vigliacco o di leggero in questa posizione”.

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