Uganda:Lra uccide ancora e il suo leader si confessa

Cinque donne sono state uccise e un’altra gravemente ferita dai ribelli del sedicente ‘Esercito di resistenza del signore’ (Lra) a Kitgum Matidi, 20 chilometri a est dell’omonimo capoluogo del distretto settentrionale ugandese:
A cura di amismp Lo riferiscono fonti della Misna ISNA, precisando che l’ennesimo episodio di brutale violenza perpetrato dagli ‘olum’ – ‘erba’, come vengono chiamati i ribelli in lingua Acholi – è avvenuto ieri mattina quando sei donne di un campo profughi, spinte dalla fame, hanno deciso di andare a cercare cibo nei campi. Le donne si sono dirette verso il villaggio di Akuna, a raccogliere manioca e sono state sorprese da un gruppo di ribelli che le hanno attaccate a colpi di bastone.
“Si tratta di attacchi ormai all’ordine del giorno, ma nessuno ne parla” spiega una fonte della società civile che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza. Appena mercoledì, in un villaggio a 15 chilometri a est di Kitgum Matidi, altre cinque donne sono state sequestrate. E aggiunge:“I ribelli girano in piccoli gruppi e quasi a ogni attacco riescono a catturare civili: i bambini li tengono con loro, gli adulti li massacrano”.

Intanto, dopo 18 anni di ribellione armata, il leader dei ribelli ugandesi LRA (Lord’s Resistance Army),Joseph Kony ha deciso di concedere un’intervista e di rendere così pubbliche le sue idee sulla guerra che insanguina l’Uganda, sul presidente Museveni e sulle prospettive future per il suo gruppo ribelle.
L’intervista è apparsa su The Referendum, un settimanale stampato in Kenya da fuoriusciti del Sudan meridionale. Sembra che Kony abbia accettato di parlare davanti ai taccuini del giornale perché ad intervistarlo sarebbe stato un suo ex-commilitone uscito dai ranghi del LRA. A patto che l’intevistatore lo chiamasse “Signore, non comandante: tutti i liberatori illuminati dallo spirito divino sono Signori.”
Sfortunatamente, ampi stralci del’intervista offrono poche speranze per le prospettive di pace nella regione: Kony parla del presidente Museveni come di un “assassino, che ha provato in tutti i modi ad uccidermi. Per questo ho dato instruzioni ai miei uomini di ammazzarlo.
“E per quanto riguarda i massacri di civili nei distretti settentrionali? “Sono stati compiuti tutti dai soldati delle UPDF (le Forze Armate ugandesi). Noi lottiamo per la libertà delle popolazioni Acholi del nord”.
Peccato che gli Acholi siano tra le prime vittime dei periodici massacri compiuti dai miliziani del LRA.
“La liberazione della popolazione Acholi mi è stata ordinata dallo Spirito Santo” – prosegue Kony – “Dopo l’apparizione dello Spirito, ho pregato in raccoglimento per 60 giorni e 60 notti perché Dio mi desse la forza per liberare la gente dell’Uganda dal peccato e dalla corruzione.”

leggi l’articolo di Matteo Fagotto su Warnews

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