Iraq: è scontro aperto

Continua l’escalation di violenze nell’Iraq occupato. Le truppe della coalizione a guida USA sono impegnate in combattimenti sia contro milizie sunnite che contro gli sciiti fedeli a Moqtada Sadr.
Gli uffici di Baghdad del giovane ayatollah sciita, che sta contestando apertamente l’occupazione incitando i fedeli alle armi, sono stati bombardati oggi dagli elicotteri USA.

A cura di amislc

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Dall’inizio della settimana secondo il direttore del principale ospedale di Falluja, Rafi Hayat, sono morti almeno 300 iraqeni, ed alti 400 sono feriti. Tra le truppe di occupazione si contano invece altri 30 morti.
Anche i militari giapponesi sono stati bersaglio di alcuni colpi di mortaio, mentre Al Jazeera ha mostrato delle immagini di alcuni civili giapponesi che sarebbero stati rapiti.
Nel video le finora sconosciute Brigate Mujahedin chiedono il ritiro delle truppe giapponesi entro tre giorni.
Anche sette missionari sud coreani sarebbero stati rapiti nella regione sunnita ad ovest di Bagdad. A rivelarlo uno dei rapito riuscito a fuggire. Il governo Sud Coreano non ha ancora fatto partire le 3000 unità da combattimento promesse agli USA, incrinando i rapporti con il cinquantennale alleato.

Ma al caos militare si aggiunge quello politico, con le dimissioni dal governo provvisorio del Ministro degli Interni Nuri Badran, giustificate come un tentativo di riequlibrare la composizione etnica del Consiglio Provvisorio.

Con il riacutizzarsi delle violenze torna a muoversi in Italia il popolo della pace. A Venezia un Presidio Comunic/Azione dei e delle disobbedienti del nordest davanti alla caserma del 4° Battaglione Carabinieri.
L’
articolo sul sito di Global Project

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