RWANDA:la giornata della commemorazione

Nel 1994, in Rwanda, accadde l?inferno: centinaia di migliaia di civili massacrati dagli estremisti hutu.

La testimonianza di Don Ferdinando Colombo, che frequenta ogni anno il Rwanda dal 1964, come animatore missionario salesiano: le radici dell’odio, il ruolo dei paesi occidentali, il massacro del 1994 e la situazione odierna:

Don Ferdinando Colombo é attualmente anche vice presidente della Ong VIs (Volantariato internazionale per lo sviluppo)
A cura di amismp

Dopo dieci anni, quei massacri durati tre mesi, non sono rimasti impressi abbastanza agli africani, che oggi sanno poco o nulla di quel che accadde in Rwanda.

leggi l’intervista di Misna a Boris Boucador Diop intellettuale e scrittore senegalese.

E’ l’ indignazione a prevalere nelle reazioni dei rappresentanti delle organizzazioni umanitarie e non governative per l’assenza di delegazioni di alto livello dei Paesi occidentali alle cerimonie di commemorazione del genocidio che, dieci anni fa, vide sterminare oltre 800 mila persone in Ruanda. Ed e’ rabbia soprattutto per l’ assenza di Kofi Annan, segretario generale della Nazioni unite. L’ evento, ha detto l’ emissario dell’ Unione europea per l’ area dei Grandi Laghi, Aldo Ajello, ”meritava sicuramente una rappresentanza al piu’ alto livello possibile”. Ben piu’ duro il giudizio di Stephen Smith, rappresentante di una ong, che ha parlato di ”un’ onta”. Cosi’, sia pure celandosi dietro l’ anonimato, molti dei partecipanti alle manifestazioni contestano la decisione del segretario generale dell’ Onu, Kofi Annan, di non presenziare alle cerimonie, soprattutto dopo che lo stesso Annan, appena qualche giorno fa, aveva ammesso le responsabilita’ nel genocidio delle Nazioni unite, che non intervennero per fermarlo come avrebbero dovuto. Lo stesso governo ruandese, come ha detto il ministro degli Esteri, Charles Murigande, ”non e’ ne’ sorpreso ne’ scioccato per il livello delle delegazioni”. ”E’ coerente con il comportamento della comunita’ internazionale – ha aggiunto -. Perche’ dovrebbero venire qui ora, dopo che non hanno fatto niente in dieci anni?”.

la visita ai prigionieri hutu nel servizio di Vita

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