Iraq: ancora scontri a Nassiriya

Battaglia nella notte a Nassiriya tra i miliziani radicali sciiti e i soldati italiani. Intorno alle 4 ora locale (le 2.00 in Italia) sono scoppiati disordini nel quartiere di Zeitoun, protrattisi fino al mattino.
A cura di amismp Sei i bersaglieri del contingente italiano sono rimasti feriti. I miliziani del leader religioso radicale sciita Moqtada Sadr srano circa un centinaio.
Moqtada Sadr, che appare sempre più come il leader della rivolta dei radicali sciiti contro la presenza militare straniera in Iraq, ha respinto ieri un appello rivoltogli dalle autorità religiose della sua comunità, guidata dal grande ayatollah Ali al-Sistani. ?Abbiamo chiesto a Moqtada di fermare il ricorso alla violenza, di non occupare più edifici pubblici e di non commettere altre azioni che ne fanno un fuorilegge. Ma lui insiste su una linea che potrebbe distruggere la nazione? ha detto alla stampa un collaboratore di Mohammad Bahr al-Ulum, esponente del Consiglio di governo provvisorio iracheno.
Sadr potrebbe trovarsi asserragliato in una moschea con un gruppo di suoi più stretti collaboratori, situazione che potrebbe preludere a una nuova, grave fase di violenza, se le forze della coalizione internazionale vorranno mettere in condizione di non offendere quella che potrebbe rivelarsi una vera e propria bomba a tempo.

Abu Mussab Zarqawi, intanto, ha rivendicato insieme ad asltri attentati la strage di Nassiriya, dove il 12 novembre scorso furono uccisi con un veicolo-bomba 19 italiani (12 carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili), nel messaggio audio diffuso da un sito Internet di estremisti islamici.
Nel lungo messaggio, rivolto “alla nazione dell’Islam” e inviato dall’Iraq, Zarqawi afferma che “gli eroici mujaheddin hanno ucciso oltre 200 soldati delle forze della coalizione crociata” e rivendica diverse “operazioni”.
“Abbiamo dilaniato i loro corpi in diversi luoghi: l’Onu a Baghdad, le forze della coalizione a Karbala, gli italiani a Nassiriya, le forze americane sul ponte di Al Khalidiya, i servizi di informazione americani all’hotel Shahin e al palazzo presidenziale a Baghdad, la Cia all’hotel Rashid, le forze polacche a Hilla”, aggiunge Zarqawi, accusando la coalizione di “osservare un mutismo mediatico senza precedenti” sulle sue perdite.

Nel messaggio, il presunto dirigente di Al Qaida, sulla cui testa gli Stati Uniti hanno posto una taglia di dieci milioni di dollari, attacca con virulenza gli sciiti iracheni, definiti “il cavallo di Troia utilizzato dai nemici della nazione” per impadronirsi dell’ Iraq”. “Gli sciiti sono gli alleati degli ebrei e dei cristiani, li aiutano a uccidere i musulmani”, afferma. “Non abbiamo mai sentito che uno sciita o una sciita siano stati fatti prigionieri dagli americani, le cui carceri sono piene di uomini, donne e bambini sunniti”, prosegue Zarqawi. A suo giudizio il leader curdo iracheno Jalal Talabani è un “agente americano-sionista”, e ai “governanti arabi” rivolge una minaccia: “Voi avete accettato che i vostri Paesi servissero da basi arretrate per gli aerei della distruzione. Noi vi diciamo: Saddam (Hussein) se ne è andato, che sollievo. Era un tiranno e un nemico di Dio e del Profeta. E’ stato tolto di mezzo dai suoi padroni americani. Quanto a voi, sarete anche voi rimossi. Preghiamo Dio perché ciò sia fatto dalle nostre mani, prossimamente, a Dio piacendo”, conclude Zawahri.

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