PENA MORTE: CORTE AJA CONTRO USA SU MESSICANI CONDANNATI

La Corte internazionale di
giustizia dell’Aja ha ieri ingiunto agli Stati Uniti di rivedere
i casi dei 51 cittadini messicani arrestati senza assistenza
consolare e che si trovano nel ‘braccio della morte’ delle
prigioni di diversi stati americani, tra i quali California,
Texas e Oklahoma.
A cura di ansa Secondo un comunicato della Corte – massimo organo
giudiziario dell’Onu – Washington ha violato gli obblighi
imposti dalla Convenzione di Vienna firmata nel 1963 proprio in
merito all’ accesso alle informazioni e la protezione delle
autorita’ consolari nella fase immediatamente successiva agli
arresti.
Durante la lettura della sentenza, il presidente del
Tribunale, il cinese Shi Jiu Yong, ha chiesto la revisione
”effettiva” dei procedimenti penali in corso contro i 51
messicani detenuti, rifiutando inoltre gran parte delle
argomentazioni presentate dai rappresentanti di Washington.
Quattordici dei 15 giudici della Corte hanno ritenuto che i
51 cittadini messicani non sono stati informati nei tempi
previsti dei propri diritti per usufruire dell’assistenza
consolare.
La stessa maggioranza di giudici ha d’altra parte considerato
che il consolato del Messico negli Usa non ha ricevuto, sempre
nei tempi previsti, la notifica degli arresti dei 51 cittadini
messicani.
Il contenzioso Usa-Messico e’ iniziato il 9 gennaio del 2003,
quando il paese latinoamericano ha chiesto alla Corte dell’Aja
di informare Washington che aveva violato la Convenzione di
Vienna.
Successivamente, nel febbraio scorso, il Tribunale aveva
ordinato gli Stati Uniti di ”prendere tutte le misure
possibili” al fine di bloccare l’esecuzione di 3 dei 51
messicani, per i quali la pena di morte era considerata
imminente.

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