MICROSOFT: TUTTI I RIMEDI CHIESTI DA BRUXELLES

BRUXELLES: Il verdetto della Commissione
europea contro Microsoft, insieme alla multa record da 497,2
milioni di euro, prevede una serie di ”rimedi” che il colosso
Usa dovra’ obbligatoriamente adottare per porre fine ”all’abuso
di posizione dominante” di cui e’ accusato.
A cura di red I ”rimedi” – che saranno validi solo nell’Area economica
europea – potrebbero pero’ essere congelati con l’annunciato
ricorso di Microsoft alla Corte europea di giustizia, ma solo a
condizione che l’azienda di Redmond riesca a dimostrare che la
loro applicazione causerebbe un ”danno grave ed irreparabile”.
Ecco i rimedi imposti da Bruxelles:

DUE VERSIONI DI WINDOWS SUL MERCATO – E’ il rimedio che
influira’ maggiormente sui consumatori. Microsoft deve offrire,
entro 90 giorni, ai produttori di PC (come Ibm, Toshiba o
Compaq) due versioni di Windows, il sistema operativo presente
su oltre il 95% dei pc nel mondo: una senza il software
multimediale di Microsoft, Windows Media Player, e l’altra con
l’applicazione che consente di riprodurre file audio e video.
Saranno i produttori di hardware a decidere quale programma
concorrente sostituire a Windows Media Player, e stabilire
quanti versioni alternative mettere sul mercato. La conseguenza
di questa misure, secondo Bruxelles, ”sarà che la
configurazione di tali abbinamenti rifletterà i desideri dei
consumatori e non quanto imposto da Microsoft”.
Per evitare che questo rimedio sia aggirato, Microsoft dovra’
astenersi dal praticare condizioni commerciali, tecnologiche o
contrattuali che favoriscano la versione di Windows in cui e’
integrato Media Player.

OBBLIGO DI FORNIRE AI CONCORRENTI INFORMAZIONI RISERVATE –
Microsoft dovra’ rendere pubbliche, entro 120 giorni, una serie
di informazioni complete ed accurate sulle ”interfacce” che
consentano ai server di produttori concorrenti di raggiungere la
completa ”interoperabilita’ ” con i pc e i server che
utilizzano il sistema operativo Windows di Microsoft. Cio’,
nelle intenzioni di Bruxelles, consentira’ ai venditori rivali
di sviluppare prodotti che possano competere ”a pari
condizioni” col colosso Usa. Il colosso di Redmond potra’
conservare invece i preziosi ”codici sorgente” in quanto per
lo sviluppo di prodotti interoperativi sono sufficienti le
informazioni relative alle interfacce. Microsoft dovra’
aggiornare le informazioni diffuse ai concorrenti ogni qualvolta
siano immesse sul mercato nuove versioni dei relativi prodotti.
La decisione prevede anche pero’ che nella misura in cui
qualsiasi informazione sulle interfacce sia protetta da diritti
di proprieta’ intellettuale nell’Area economica europea,
Microsoft avrebbe diritto ad una ”compensazione ragionevole”.

NOMINA DI UN FIDUCIARIO – Allo scopo di garantire il
rispetto di questi rimedi nei termini previsti, la Commissione
nominera’ un ”fiduciario” di controllo che dovra’ anche
verificare che le informazioni comunicate da Microsoft sulle
interfacce siano complete ed accurate e che le due versioni di
Windows siano equivalenti in termini di prestazioni.

PAGAMENTO DELLA MAXI-MULTA – Microsoft e’ infine condannata
al pagamento di una mega-multa da 497,2 milioni di euro: la piu’
alta sanzione mai imposta dalla Commissione Ue ad una singola
azienda. Dando per scontato che il colosso informatico
presentera’ ricorso alla Corte europea di giustizia, l’azienda
di Redmond avra’ due opzioni: versare in un conto bancario
”bloccato” l’intero ammontare della somma ed attendere il
verdetto dei giudici di Lussemburgo (in caso di sconfitta la
somma – interessi maturati inclusi – sara’ versata nelle casse
dell’Ue, mentre in caso di decisione favorevole il colosso Usa
potra’ riprendersi la somma versata). L’altra ipotesi e’ che
Microsoft decida piu’ semplicemente di fornire una ”garanzia
bancaria” in sostituzione del versamento dell’intera somma

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