AFGHANISTAN: HRW, ACCUSE A ESERCITO USA, VIOLENZE E ABUSI

KABUL – L’organizzazione per la difesa dei
diritti umani Human Right Watch (Hrw) accusa l’esercito
americano in Afghanistan di ”detenzione arbitraria di civili,
uso eccessivo della forza, maltrattamento dei detenuti”, mentre
nel paese sembrano intensificarsi gli attacchi contro cooperanti
afghani e stranieri man mano che si avvicina la scadenza delle
previste elezioni politiche, in giugno o luglio.
A cura di ansa ”Il sistema di arresto e detenzione dell’esercito americano
in Afghanistan ignora tutte le leggi”, scrive Hrw in un
rapporto reso noto oggi e pubblicato su Bbc on line. ”Gli Usa
danno un terribile esempio di condizioni di detenzione”,
afferma Brad Adams, responsabile per l’Asia dell’organizzazione:
”civili sono detenuti al di fuori di ogni legalita’, senza
tribunali, senza senza assistenza legale, senza visite da parte
della famiglia”.

Hrw ha condotto indagini ”sui metodi impiegati dai militari
americani, in particolare su casi di arresti violenti nei
confronti di civili, maltrattamenti o saccheggi durante i
rastrellamenti condotti di concerto con le forze di sicurezza
governative afghane”.

Ancora, il rapporto denuncia ”i maltrattamenti” subiti nelle
prigioni presso le basi americane in Afghanistan. ”Le
testimonianze dei prigionieri – afferma – parlano di violenze,
di aspersione con acqua ghiacciata ed esposizione a temperature
estreme. Molti affermano di essere stati privati del sonno, o
costretti a stare in ginocchio o innposizioni dolorose a
lungo”, accusa l’organizzazione internazionale che ha la sua
base negli Stati Uniti.

L’esercito Usa dispone di centri di detenzione presso la
base di Bagram (50 km a nord di Kabul), Kandahar (sud),
Jalalabad (est), Asadabad (nord), scrive Hrw che in questo
studio prende in considerazione solo il territorio afghano, e
non il centro di detenzione che gli Usa hanno a Guantanamo
(Cuba), dove sono tenuti prigionieri 600 uomini in condizioni
che hanno suscitato dure critiche da parte di governi stranieri
e di organizzazioni per i diritti civili americane.

”Esistono prove inconfutabili che i militari americani hanno
commesso atti di tortura e crudelta’ sui prigionieri, e che sono
responabili di trattamenti inumani e degradanti”, afferma
ancora il rapporto. E rispondendo a responsabili americani che
hanno obiettato che ”siamo in zona di guerra”,
l’organizzazione sostiene che tali comportamenti ”non sono
scusabili, anche in un contesto di guerra”.

”Gli Stati uniti non hanno risposto in modo adeguato alle
nostre domande – osserva il rappsoro, ”nel caso di tre persone
morte durante la detenzione in basi Usa, due nel dicembre 2002 a
Bagram, la terza nel luglio 2003 ad Asadabad”.
”Respingiamo” queste accuse, ha risposto un portavoce
dell’esercito Usa in una conferenza stampa oggi a Kabul. ”Noi
combattiamo terroristi che non portano un’uniforme e non
rappresentano alcuno stato, ma li trattiamo secondo le regole
della Convenzione di Ginevra”.

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