Iraq: salta la firma della costituzione

Quest’oggi, in une delle sale usate da Saddam Hussein per le sue conferenze, il Consiglio Provvisorio installato dalle forza occupanti, avrebbe dovuto firmare una bozza di costituzione da sottoporre a referendum popolare per l’approvazione.
Ma cinque membri sciiti del consiglio non si sono presentati all’appuntamento, facendolo saltare.
A cura di amislc Il governatore USA Bremer è ovviamente furioso, ma ufficialmente i portavoce della coalizione occupante hanno minimizzato sostenendo che i negoziati procedono in vista di una nuova data per ratificare l’accordo.
I punti su cui si registrano le maggiori controversie riguardano innanzitutto la forma presidenziale scelta, che prevede un presidente affiancato da due vice, in un sistema di rotazioni che dovrebbe garantire l’alternanza tra sunniti, sciiti e kurdi, la cui autonomia è garantita dall’appoggio dato agli USA nel rovesciare il regime di Saddam Hussein. La posizione sciita sembra invece cercare l’istituzione di ua presidenza a cinque membri, di cui tre sciiti.
Il secondo punto su cui è saltato l’accordo è la clausola che istituisce il potere di veto, quando a richiederlo siano i 2/3 degli elettori di almeno tre provincie.
I Kurdi, essendo concentrati in un territorio composto da tre provincie, godrebbero automaticamente del potere di porre il veto sulla ratifica definitiva della costituzione, ed è proprio questo che apparentemente scontenta gli sciiti, che sono maggioranza numerica nel paese.

Il percorso verso la propagandata cessione dei poteri da parte americana, in teoria entro la fine di giugno, e verso elezioni democratiche sembra dunque davvero in salita, soprattutto se si considera che il documento che si sarebbe dovuto approvare oggi non specifica neanche chi dovrebbe assumere il potere dal momento che gli occupanti anfdassero davvero via.

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