“MancaIntesa”con Banca Intesa

E’ partita la campagna “MancaIntesa”, rivolta verso Banca Intesa, la banca più grande del nostro paese, per chiedere di abbandonare il commercio delle armi.

A cura di amismp Rappresentanti di diverse organizzazioni della società civile tra le quali Rete Lilliput, lunedì 1 marzo, si sono dati appuntamento davanti alle filiali di Banca Intesa di varie città italiane: da Bolzano fino a Palermo, passando per Milano, Firenze, Roma e Napoli, dove si è svolto un volantinaggio per informare i cittadini ed i correntisti di Banca Intesa su come opera il primo gruppo bancario italiano e su come dovrebbe agire per migliorare sensibilmente la propria condotta.
La Campagna MancaIntesa chiede perciò alla banca di uscire immediatamente dal commercio di armi, di dotarsi di linee guida trasparenti e vincolanti per valutare gli impatti sociali, ambientali e sui diritti umani dei propri finanziamenti, di adottare una politica tesa a contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici, terminando progressivamente il finanziamento di progetti basati sull’uso dei combustibili fossili, di dotarsi di strumenti per garantire una maggiore trasparenza, responsabilità e correttezza nell’informazione al pubblico e in generale nella sua attività.
Oltre al coinvolgimento nei recenti scandali finanziari, la Banca è infatti responsabile di molti finanziamenti duramente criticati, come quello all’oleodotto BTC.
Banca Intesa sembra già aver compiuto un primo passo importante, dal momento che negli ultimi giorni ha manifestato alla campagna l’intenzione di uscire dal finanziamento degli armamenti e di prendere in considerazione alcune delle altre richieste che gli sono state sottoposte.

La Campagna è promossa e sostenuta da Rete di Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Associazione Finanza Etica, Attac, Sdebitarsi, Manitese, e altre associazioni.

segui l’iniziativa dal sito di retelilliput

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