Patrik Elie:la ribellione di Haiti è solo un inganno

Continua l’ avanzata dei ribelli a Port-au-Prince, capitale di Haiti per deporre con la forza il presidente Jean-Bertrand Aristide.
Il capo di Stato è osteggiato da un altro movimento, non violento, nato dalla società civile e dalle forze politiche di opposizione che da mesi chiedono le sue dimissioni.

A cura di amismp Su questa complessa situazione la MISNA ha intervistato Patrick Elie, personaggio di rilievo della società haitiana, presidente della ‘Fondation Echo Voix Jean Dominique’, che prende il nome da un noto giornalista e commentatore politico haitiano assassinato il 3 aprile del 2000. Patrick Elie è conosciuto oggi per le sue battaglie per la democrazia. “Ci troviamo di fronte ad un grande inganno”, esordisce l’intervistato raggiunto telefonicamente a Port-au-Prince. “La cosiddetta comunità internazionale e in particolare gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo importante in questa crisi, le cui origini sono ben più lontane del tempo di quello che si possa pensare”. Secondo Patrick Elie la situazione odierna nella piccola Repubblica dei Caraibi, la più povera di tutta l’America latina, è il frutto di un’ “operazione concertata il cui obiettivo non è tanto quello di rovesciare il potere di un uomo, Jean-Bertrand Aristide, ma di tenere lontano dalla gestione della politica il popolo haitiano”.
“Come è possibile che qualche centinaio di uomini possa avere preso il controllo di questi territori senza la complicità di un aiuto dall’estero?” si chiede l’intellettuale haitiano, ricordando che i due principali leader della rivolta sono Guy Philippe, un ex dirigente di polizia già vicino ad Aristide, e Jodel Chamblain, ex leader del gruppo paramilitare Fraph (Fronte rivoluzionario per lo sviluppo e il progresso di Haiti), entrambi in esilio nella confinante Repubblica Domenicana prima del loro improvviso ritorno sulla scena. Per Elie è difficile credere che “i servizi secreti domenicani” non c’entrino nulla in questa storia. Né si può sottovalutare che il vicino di Haiti “non ha mai mosso un passo senza il consenso di Washington”.

leggi l’intervista completa realizzata da Misna

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