Nessun diritto per i prigionieri di Guantanamo

Adducendo motivi di spazio nell’aula, il Pentagono intende escludere gli osservatori delle organizzazioni per i diritti umani dal processo ai prigionieri della base Guantanamo.

A cura di amismp Il Pentagono, che aveva promesso un processo “aperto al pubblico”, intende permettere la presenza solo ad alcuni organi di stampa e al Comitato Internazionale della Croce Rossa.
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Le autorità americane hanno inoltre stabilito che i legali civili e militari non possano rilasciare dichiarazioni alla stampa senza previo permesso degli ufficiali militari e solo su alcuni punti specifici, mentre gli stessi avvocati della difesa non potranno comunicare questioni inerenti lo svolgimento del processo.
Amnesty International, Human Rights Watch e Human Rights First, hanno inviato una lettera di protesta al Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, chiedendo di rivedere la decisione. Le tre organizzazioni internazionali con sede negli USA e una rilevante esperienza come osservatori in vari tribunali per crimini di guerra, sostengono che la presenza dei propri rappresentanti assume un ruolo significativo nell’assicurare che “il processo sia aperto e condotto secondo le normative internazionali”.
Il Pentagono, in una lettera di riposta alle organizzazioni, sottolinea che la decisione dipende solamente da problemi di spazio nella sede del processo. Ma quello dello spazio sarebbe solo un pretesto per escludere l’intera categoria degli osservatori indipendenti rispondono le tre organizzazioni per la difesa dei diritti umani, le quali propongono che anche gli osservatori vengano scelti con un sorteggio così come il Pentagono intende fare per i membri della stampa. Dopo le affermazioni del Pentagono di condurre un processo “aperto al pubblico”.
Delle 650 persone detenute alla base, solo 5 cittadini britannici e un danese starebbero per essere consegnati alle autorità dei rispettivi paesi come è accaduto a numerosi cittadini sauditi, mentre diversi cittadini afghani e pakistani – tra cui vari minorenni – sono stati rimpatriati dopo che dagli interrogatori era emersa la loro innocenza o che erano stati arrestati per errore.

leggi le dichiarazioni di Amnesty international
Human Right watch
Human Rights First

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