Haiti:7 giornalisti aggrediti e 3 radio incendiate

Port au Prince: la situazione della stampa continua a degradarsi in modo allarmante. Per la prima volta in questo conflitto, anche i giornalisti stranieri sono presi come bersaglio. Allarmati gli appelli delle organizzazioni in difesa della libertà di stampa, che chiedono a governo e oppositori di prendere le misure neccessarie per mettere fine alle aggressioni.
A cura di amisfd Tre giorni fa Pierre Elicème, direttore di Radio Hispagnola a Trou du Nord (27 km sud-est di Cap-Haïtien) e corrispondente di Radio Métropole nel nord-est del paese, è stato vittima di un attentato d’arma da fuoco nell’abitacolo della sua automobile a Cap-Haïtien (Nord). Il giornalista aveva deciso di ritrasmettere i notiziari di Radio Métropole su Radio Hispaniola, dopo che i responsabili di una terza emittente Radio Cap-Haïtien, avevano sospeso i notiziari a seguito delle minacce dei partigiani di Fanmi Lavalas (al potere).

Il giorno dopo, i locali di Radio Hispaniola sono stati dati alle fiamme dai partigiani dell’ex deputato Nahum Marcellus

Il 20 febbraio altri giornalisti sono stati presi a bersaglio. Claude Bellevue, di Radio Ibo, è stato raggiunto alla schiena da schegge di un proiettile di fucile, durante una manifestazione di studenti a Port-au-Prince., attaccata da gruppi pro il Presidente Aristide. Durante quella stessa manifestazione, anche un cameraman spagnolo è stato ferito da colpi di machete all’orecchio. Secondo l’agenzia AFP, sarebbero rimasti feriti anche giornalisti televisivi che, inseguiti dai militanti di Aristide, sono stati obbligati a consegnare le cassette.

Non si tratta dell’unica confisca di materiale: diversi fotografi hanno finora denunciato di essere stati obbligati a cancellare il proprio materiale.

Top