Immigrati regolarizzati ma senza lavoro

La regolarizzazione degli immigrati in Italia si è fermata alla sola gestione delle 704.000 domande, presentate nel 2002.
La pressione migratoria è in aumento ma tanti immigrati sono ancora in attesa di un posto di lavoro.
Le quote di inserimento restano basse e dunque il futuro degli immigrati nel nostro paese rimane incerto.

Luca di Sciullo, ricercatore del “dossier statistico immigrazione” della Caritas.
A cura di (amismp)Caritas

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    La Caritas di Roma, pone in luce i limiti di una “politica poco lungimirante” in materia di immigrazione da parte del governo italiano.
    I primi dati messi a disposizione dal Ministero dell’Interno, secondo la Presidenza del “Dossier Statistico Immigrazione” (Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Caritas di Roma) Migrantes non forniscono un adeguamento realistico delle quote programmate. Manca un adeguato collegamento tra domande e offerte di lavoro: “Attualmente non sono più praticabili le possibilità di incontro consentite dalla sponsorizzazione, soppressa nel 2002, e ancora non è stata recepita nella normativa comunitaria la previsione di un permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, saggiamente raccomandata dal Parlamento Europeo”.
    Secondo la Caritas, i dati segnalano alcune priorità:”favorire una mentalità di maggiore apertura nei confronti dei paesi dell’Est Europa, l’area maggiormente protagonista dei flussi migratori nella prospettiva dell’allargamento dell’U.E; e anche quello di rafforzare le prospettive di integrazione di tutti i gruppi interessati ad insediarsi stabilmente (servizi, cultura, voto, seconde generazioni, cittadinanza, avendo l’accortezza di evitare che la grande flessibilità del mercato del lavoro non vada a scapito della continuità del soggiorno.”

    consulta la scheda integrale con le relative tabelle sul sito della Caritas di Roma

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