Roma: Kurdi in sciopero della fame. Lettera aperta al sindaco

Caro Sindaco,

le scriviamo questa lettera mentre ci troviamo in sciopero della fame in Piazza San Marco, sciopero che abbiamo avviato il 4 febbraio scorso per chiedere di essere trattati al pari degli altri esseri umani, di vedere riconosciuti i diritti che dovrebbero essere universalmente riconosciuti all?umanità.
A cura di red Noi siamo 40 kurdi provenienti dalla Turchia. Siamo tutti richiedenti asilo politico, tutti giunti in Italia per chiedere protezione, protezione che ci è stata negata con un diniego della Commissione Centrale per il riconoscimento dello Status di Rifugiato, decisione contro la quale abbiamo fatto ricorso.

Scappiamo da un paese che nega diritti, libertà, identità ed uguaglianza a molti dei loro cittadini. Un paese che si appresta ad entrare nell?Ue, senza sforzarsi di cambiare la pratica delle sue politiche di negazione che hanno visto la perdita della vita dei nostri cari, dei nostri beni a partire dalle nostre case fino ai beni di sussistenza, come gli animali o le piante di cui vivevamo.

Nonostante questo, nonostante che gran parte delle violazioni di cui diciamo vengono più volte documentate, anche in Italia le speranze per i profughi kurdi di vedersi riconosciuto lo status di rifugiato diventano sempre più esili, proprio perché la Turchia è considerata un paese che si appresta ad entrare a far parte dell?Ue e che avrebbe avviato un percorso di riforma, di cui ha certamente bisogno ma che in pratica non consiste in alcun passo avanti.

Il diniego che la Commissione ci ha freddamente consegnato, ci fa ripiombare nell?illegalità e quando si è illegali non si può avere un lavoro, se non rimanendo nell?ombra, né si può trovare una casa o un qualsiasi posto in cui stare. Quando si è nell?illegalità, non si ha identità e quando non si ha identità, non si può vivere, in Turchia come in Italia.

Quello che chiediamo è che ci venga riconosciuto il diritto di asilo, diritto umano fondamentale ma anche dovere politico e civile. Quello che chiediamo è il sostegno e il riconoscimento della legittimità della nostra protesta, ma anche l?assunzione di responsabilità con l?adozione di una legge organica in materia d?asilo, che dia attuazione all?articolo 10 della Costituzione italiana.

Caro Sindaco,

la nostra azione di protesta potrebbe concludersi in maniera tragica, visto che non abbiamo altro da perdere che la nostra vita materiale, auspichiamo che lei possa essere sensibile alla nostra situazione e ci possa aiutare ad ottenere una risposta dignitosa per vivere.

La salutiamo con il nostro più sentito affetto.

Firmato il comitato degli scioperanti:

Murat Cicek, Muzaffer Ciftci, Hidir Bastimur, Semsettin Tuncbel, Mehmet Korkmaz

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