Genova: scuola occupata contro la Moratti

Proseguono , presso la scuola Anna Frank di via dei Platani a Genova, i tre
giorni di occupazione della scuola da parte di insegnanti e genitori che
contestano la riforma della scuola varata da Letizia Moratti.
A cura di red Questa sera
altri manifestanti sostituiranno quanti hanno trascorso la scorsa notte
nelle palestre della scuola, una delle prime in Liguria ad essere
organizzata totalmente a tempo pieno.

Alle ore 21 il testo della riforma sarà analizzato nel corso di un’assemblea
aperta, alla quale sono stati invitati tutti gli abitanti della Valbisagno.
Interverranno Ennio Massolo, dirigente scolastico ed assessore provinciale
all’istruzione, Gaetano Cuozzo, ex direttore regionale dell’istruzione ,
Luca Borzani, assessore alla città educativa del Comune di Genova e
rappresentanti del consiglio di circoscrizione.

Domani sera, mercoledì, alle 21, i tre giorni si concluderanno in musica: il
coro della scuola Daneo, la prima scuola ad organizzare l’occupazione
notturna delle aule, restituirà la visita di solidarietà ricevuta dal coro
della Anna Frank. Per quella stessa sera gli occupanti si augurano di poter
passare il testimone ricevuto dalla Daneo ad un’altra scuola, e sperano che
l’esempio genovese possa essere seguito da altre città.

Sono anche in corso contatti con scrittori per l’infanzia ed esperti di
letteratura infantile e per ragazzi, perché si rechino alla scuola ad
esprimere la propria opinione sulla cancellazione della lettura dall’elenco
di attività da promuovere nella scuola elementare

Una delegazione degli occupanti è stata ascoltata ieri sera durante il
consiglio di circoscrizione della Valbisagno; dal canto loro gli insegnanti
sollecitano, durante tutte le assemblee sindacali che si stanno tenendo in
questi giorni in varie zone della città, la proclamazione dello sciopero
generaleper la scuola. Sottolineano infatti che il problema scuola non
riguarda solo insegnanti e genitori, ma tutti i cittadini.

Propongono infine a tutti i colleghi iniziative di lotta che, come l’
occupazione notturna, non interrompono né danneggiano l’attività didattica:
dallo sciopero bianco (rifiuto di eseguire prestazioni non strettamente
connesse alla propria attività didattica) al rifiuto di compilare e
consegnare le schede di valutazione, al rifiuto di procedere alla scelta dei
libri di testo.

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