Roma: stati generali dell’informazione

Una proposta della società civile per la comunicazione e la cultura che riconosca il diritto dei cittadini alla tutela del pluralismo e della libertà di espressione. Questo l’obiettivo degli Stati Generali della comunicazione e della cultura che si riuniscono oggi all’auditorium del Parco della Musica a Roma.
A cura di red

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“Una proposta della società civile per la comunicazione e la cultura che riconosca il diritto dei cittadini alla tutela del pluralismo e della libertà di espressione. Questo l’obiettivo degli Stati Generali della comunicazione e della cultura che si riuniranno all’auditorium del Parco della Musica a Roma il 30 gennaio prossimo.

Il Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, del quale fanno parte oltre 60 associazioni, movimenti e sindacati, e che ha condotto una ferma opposizione alla legge Gasparri, si è riunito oggi ed ha confermato definitivamente l’importante assemblea. Un appuntamento aperto di riflessione ed insieme di mobilitazione contro ogni forma di pensiero unico e di limitazione dei diritti e delle libertà costituzionali, contro il monopolio radiotelevisivo, contro un sistema che esclude parte consistente della società italiana.

Il comitato presenterà agli Stati Generali un manifesto di principi in base al quale sarà chiesto alle istituzioni ed alle forze politiche l’impegno concreto alla realizzazione di un progetto, che sia espressione del lavoro comune delle organizzazioni degli operatori della cultura e dell’informazione e delle associazioni e dei movimenti dei cittadini e della società civile. A partire dalla riunione degli Stati Generali, il comitato rilancerà l’iniziativa sulla riforma della comunicazione, nella convinzione che le indicazioni del Presidente della Repubblica, che ha rinviato alle camere la legge Gasparri, debbano essere raccolte dal Parlamento.

Il comitato, in particolare, ritiene che sin dai prossimi giorni la Camera abbia il compito di modificare radicalmente la legge anche nei punti che riguardano il servizio pubblico della Rai e le problematiche sociali relative al lavoro.”

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