Iraq. Missione della Federazione Internazionale dei giornalisti per la sicurezza dei media in Iraq

Un delegazione di giornalisti guidata dall’International Federation of Journalists (IFJ) sta in questa settimana visitando l’Iraq per preparare un programma di supporto per i reporter che si trovano nel paese. I rappresentati dei giornalisti che arrivano da Egitto, Giordania, Gran Bretagna, Francia, Yemen e Tunisia fanno parte della delegazione che insieme con la Federation of Arab Journalists visiterà per tutta la settimana Baghdad ed il nord del paese con l’obiettivo di istituire un programma d’azione per mantenere l’unità tra i giornalisti e creare le premesse per unanuova unione nazionale degli stessi.
A cura di Informazione senza frontiere “Questa è una missione di solidarietà,” ha dichiarato Aidan White, Segretario Generale dell’IFJ, che è a capo della delegazione. “Il giornalismo in Iraq è stato brutalizzato durante questi anni e i media si trovano sotto tremende pressioni soprattutto adesso che il paese si sta impegnando nella costruzione di un futuro indipendente, democratico e pacifico.” La missione ha visto l’inizio di alcuni corsi sulla sicurezza per i giornalisti che si trovano a Baghdad. “La nostra priorità è quella di assicurare che i reporter Iracheni siano in grado di lavorare in un ambiente sicuro e di offrire loro protezione,” ha detto White. Il corso sulla sicurezza è stato organizzato dall’International News Safety Institute (INSI), organizzazione specializzata nell’assistenza ai giornalisti che lavorano in aree pericolose.
La missione, finanziata dall’IFJ e dall’FAJ, che rappresenta i giornalisti arabi in tutto il medio oriente e nord Africa, è seguita ad un accordo firmato a Rabat, Marocco, lo scorso Aprile quando i giornalisti delle due associazioni hanno deciso di lavorare insieme per promuovere la libertà di stampa nell’Iraq del dopo guerra. Tale iniziativa ha preso campo dopo il tentativo del governo provvisorio di censurare alcuni articoli troppo critici nei confronti dell’occupazione Statunitense, che si temeva potessero acuire le tensioni. Ai quotidiani è stato detto di non utilizzare termini come “Jihad”e “resistenza” ed è stato fatto divieto al canale satellitare Al-Arabiya di lavorare a Baghdad.

La missione rifletterà, insieme ai giornalisti iracheni, su come si possa incoraggiare la creazione di una struttura unica che rappresenti tutti i reporter e che si basi sui principi della libertà di stampa, dell’auto-determinazione e della libertà d’associazione.

“E’ necessario che i giornalisti iracheni si uniscano e chiedano all’unanimità il rispetto per l’indipendenza dei media e per i diritti sociali di coloro che lavorano nell’informazione. La sfida sarà quella di creare l’unità tra i giornalisti, perché le divisioni finiscono solo per indebolire
la loro forza. I reporter iracheni devono assicurarsi che il loro punto di vista venga preso in considerazione quando si tratta di decidere sul loro futuro. Il nostro obiettivo è quello di vedere come la comunità internazionale possa aiutarli nel loro intento,” ha concluso White.

Alla fine dello scorso anno l’IFJ ha pubblicato un rapporto piuttosto critico nel confronti dell’esercito statunitense in Iraq- Giustizia negata sulla strada per Baghdad – ed ha chiesto che venga cambiata la legislazione internazionale così da offrire maggiore protezione ai giornalisti.

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