Burundi: nuove speranze di pace

ll Burundi, crocevia nel cuore della regione dei ‘Grandi Laghi’, è insanguinato da oltre 10 anni di guerra civile con un bilancio di oltre 300mila morti.
Ieri, sarebbe cominciato un delicatissimo incontro tra il presidente burundese Domitien Ndayizeye e una delegazione delle Forze nazionali di liberazione (Fnl) nei Paesi Bassi, come riferisce un portavoce del governo olandese.

La testimonianza di Stefano della Rovere, del VIs (volontariato internazionale per lo sviluppo), di ritorno dalla capitale Bujumbura, dove la ong lavora con i giovani burundesi:
A cura di amisnetmp

Lo stretto riserbo è motivato dall’esigenza, peraltro condivisa sia dal governo di Bujumbura che dai ribelli, di evitare dichiarazioni pubbliche che possano in qualsiasi modo interferire sulla difficile trattativa finalizzata al conseguimento di un accordo di pace.
In questi giorni il Presidente Domitien Ndayizeye chiederà aiuti concreti e sostegno economico dalla Comunità Europea, mentre martedì 20 gennaio le Forze Nazionali di Liberazione (FNL) si incontreranno con i rappresentanti del Governo per riavviare i negoziati. 
La scorsa settimana, la Conferenza dei donatori, riunita per due giorni a Bruxelles, ha promesso oltre 800 milioni di euro a sostegno del Paese africano. La cifra è stata annunciata dagli organizzatori del ‘Forum di partenariato e sostegno allo sviluppo del Burundi’, promosso dal Programma dell’Onu per lo sviluppo (Pnud) e dal Belgio. Secondo le autorità burundesi, i fondi dovrebbero essere utilizzati per il rilancio del settore socio-economico, la riforma dell’esercito e delle forze di sicurezza, la riabilitazione delle vittime di guerra e il sostegno alla bilancia dei pagamenti.
“In Burundi”, ricorda il VIS ( Volontariato internaionale per lo sviluppo), impegnato nella capitale Bujumbura nel progetto Cité des Jeunes, è una struttura imponente, riferimento per tutti i giovani burundesi, vi è ancora la possibilità di chiudere un definitivo accordo di pace.

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