Argentina, foto-choc sulle torture militari

L’indagine dimostra che i commandos venivano preparati con gli stessi supplizi inflitti ai desaparecidos durante la dittatura. Il governo: «Scattate in un campo di addestramento nel 1986»
A cura di corsera BUENOS AIRES – Una dozzina di fotografie, scioccanti, che mostrano un campo di prigionia con uomini nudi e incappucciati, torturati da uomini in divisa. L’Argentina torna a fare i conti con i fantasmi, più vivi che mai, della repressione militare durante la dittatura. Con le foto in mano, il presidente Nestor Kirchner ha ordinato una indagine e, dopo averla conclusa, il governo ha comunicato che le immagini sono state scattate durante un corso di addestramento per uomini dell’esercito, svoltosi nel 1986. Quindi ben tre anni dopo la fine della dittatura e già durante il governo democratico di Raul Alfonsin.

ADDESTRAMENTO – Il ministro della Difesa, José Pampuro, ha comunicato che questa metodologia di addestramento, chiamata «campo dei prigionieri», fu abbandonata nel 1994, dopo essere stata avviata a partire dal 1965. Il capo dell’esercito, generale Roberto Bendini, ha spiegato che le foto furono scattate nel 1986 a Cordoba (città a nord ovest di Buenos Aires), nella Quebrada de la Cancha, dove i commandos venivano addestrati per resistere in «ogni situazione». Ha poi aggiunto che questo tipo di «prove» sono consuete in molti eserciti. Nel caso dell’Argentina, queste pratiche includevano la tortura con la corrente elettrica da 12 volt (come si vede in una delle immagini) e il supplizio del «sottomarino», più volte citato nei resoconti dei desaparecidos (si immerge il detenuto in una vasca e lo si tira fuori prima che affoghi, ripetendo poi la pratica più volte). Chi non superava queste prove, veniva allontanato dal corso.

RESPONSABILI – I militari nelle foto sono stati identificati dai vertici dell’esercito. Pochi sono ancora in attività, ma fonti al ministero della Difesa dicono che non dovrebbero essere sanzionati: «Non ci sono delitti e questo tipo di addestramento è stato normale per anni». Kirchner e Pampuro hanno ricevuto rappresentanti delle organizzazioni per i diritti umani, fra cui la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela Carlotto, e il presidente del Cels, il giornalista Horacio Verbitsky (autore del libro choc «Il volo»). La presidente delle Madri di Plaza de Mayo, Hebe Bonafini, ha definito «orrori» queste foto e ha elogiato l’atteggiamento del governo. Le organizzazioni chiedono un’«indagine esaustiva» e punizioni per i responsabili, oltre ad accusare gli ex presidenti Raul Alfonsin e Carlos Menem per aver sostenuto pratiche che violano i diritti umani.

Top