Bambini soldato: continua l’ignobile sfruttamento

L’Ong “Coalition to Stop the Use of Child Soldiers” ha pubblicato oggi il rapporto “Child Soldier Use 2003” in cui si dimostra come durante il 2003 l’uso di bambini soldato sia tutt’altro che diminuito.
Il rapporto vuole essere uno strumento utile in vista del prossimo incontro dedicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, previsto per il 20 Gennaio, per scongiurare in futuro il prosieguo di questa pratica.

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A cura di amislc Nel rapporto si evidenzia come in almeno 18 paesi sparsi tra Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina, l’uso di bambini come soldati, spie, schiavi sessuali e portantini sia in cima alla lista delle violazioni dei diritti umani.
In alcuni paesi come la Costa d’Avorio, la Repubblica Democratica del Congo e la Liberia durante il 2003 il numero di reclutamenti è addirittura aumentato. In Uganda migliaia di bambini continuano a fuggire dalle loro case per evitare di essere sequestrati dal Lord’s Resistance Army, la formazione militare ribelle che da 17 anni combatte contro il governo.
In Myanmar (ex Birmania), l’esercito regolare conta almeno 70.000 bambini tra i propri effettivi, mentre in Colombia sono circa 11.000 i bambini che sono impegnati nella guerra civile.
La Coalition to Stop the Use of Child Soldiers ha inoltre pubblicato una serie di raccomandazioni per il Consiglio di sicurezza per tentare di porre fine a questa pratica brutale.

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