LA FINANZIARIA NON FERMA LA CAMPAGNA CONTRO LE MINE

La finanziaria del 2004 ha tagliato anche i fondi per lo sminamento Umanitario.
Il governo italiano è stato tra i primi ad introdurre una legislazione in materia al fine di porre rimedio alla produzione e al commercio di queste armi. Ma l’Italia è stata un importante produttore ed esportatore di mine. Molte di esse possono ancora uccidere.
Nell’intervista a Simona Beltrami, una delle responsabili della campagna contro le mine, gli effetti della decisione del governo e le nuove inziative di sensibilizzazione.

A cura di amismp

Negli anni ’80 e ’90 alcune imprese italiane, Valsella Meccanotecnica Spa e la Tecnovar Italiana Spa, hanno prodotto ed esportato le mine più sofisticate, progettate per essere difficili da rinvenire. Queste si trovano ancora oggi nascoste sotto la superficie del terreno in Paesi come l’Angola, l’Iraq, il Mozambico ed il Libano in attesa di una vittima. Potrebbero uccidere o mutilare qualcuno oggi, o domani. Tra dieci anni, una mina italiana potrebbe distruggere la vita di un bambino nato oggi.
Il ridimensionamento del finanziamento interesserà tutte i progetti di sminamento per i prossimi tre anni ma per far cambiare idea al governo già dalla prossima finanziaria, sono partite nuove iniziative e campagne di sensibilizzazione.

Una campagna Internazionale contro le cluster bomb, dal sito di Lettera22

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