MACEDONIA: ARRESTATO VESCOVO CHIESA ORTODOSSA SERBA

Skopje – L’arcivescovo della diocesi di
Ohrid (Macedonia) Jovan e’ stato arrestato domenica dalla
polizia macedone e condannato ieri a 30 giorni di reclusione per
quello che il tribunale della vicina Bitola ha definito
”incitamento alla violenza, all’intolleranza e all’odio
razziale e religioso”.
A cura di Jovan, che fa capo al patriarcato ortodosso serbo, e’ stato
arrestato assieme a trenta monaci e suore del suo arcivescovato.
La mossa, difesa dal portavoce del governo macedone Saso
Colakovski come contromisura ai ”tentativi di Belgrado di
minare la Chiesa ortodossa macedone”, e’ parte di una lotta in
corso fra i due sinodi sin dal 1967, quando i religiosi di
Skopje proclamarono unilateralmente la loro separazione dal
patriarcato serbo.

In questi giorni, la chiesa macedone aveva protestato per un
messaggio natalizio del patriarca serbo Pavle al popolo dell’ex
repubblica jugoslava. Nel messaggio, Pavle aveva sottolineato
che ”l’indipendenza politica della nazione macedone non puo’
essere un pretesto per rivendicare una separazione religiosa
dalla chiesa madre”.
Jovan era gia’ stato bersaglio in passato del confronto fra i
religiosi dei due paesi, subendo una condanna a due anni di
reclusione – con la condizionale – per aver celebrato messa
fuori dagli edifici della sua diocesi, fatto punibile dalla
legge macedone.
Pavle ha indirizzato al presidente della Macedonia Boris
Trajkovski – al momento assente dal Paese – una dura lettera di
protesta per l’accaduto. Il patriarcato serbo non riconosce ed
anzi ha scomunicato come eretico lo scisma della chiesa di
Skopje, riconoscendo alla sola arcidiocesi di Ohrid, rimasta
fedele a Belgrado, la legittima rappresentanza ortodossa in
Macedonia.
Le autorita’ serbe hanno preso le distanze da questo ennesimo
episodio di ‘guerra di religione’ – peraltro riproposto anche
sul versante montenegrino da aspirazioni indipendentiste di
quella chiesa – attraverso il ministro degli esteri uscente
Goran Svilanovic, che ha sottolineato alla radio B-92 come ”la
vicenda non riguardi le diplomazie serbomontenegrine e macedoni,
ma sia un fatto puramente religioso”.

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