Niente scorie per scanzano

Per Scanzano è la fine di un incubo. Sancito dalle parole del sottosegretario all’Ambiente, Tortoli, al termine del consiglio dei ministri: «Il decreto rimane ma è stato eliminato Scanzano, ora ci sarà un
maxi emendamento che, sulla falsa riga dell’articolo 30, prevederà una commissione scientifica che studi il caso».
Durante la riunione a Palazzo Chigi, insomma, è stato approvato l’emendamento il decreto sulle scorie nucleari, togliendo il nome di Scanzano Jonico dal provvedimento.

Il servizio di Enzo Mangini
A cura di red

Il nuovo testo prevede invece che entro diciotto mesi venga identificato un nuovo sito unico nazionale. Immediatamente, la gente a Scanzano Jonico s’è riversata in strada dopo che si è diffusa la notizia. Centinaia di persone sono nella piazza del comune e gioiscono: «Abbiamo vinto».

Del resto, il governo si era messo in un vicolo cieco. Con quel decreto «il
governo stava pregiudicando la soluzione di un problema che il
centrosinistra aveva cercato di affrontare e risolvere», per usare le parole
di Pierluigi Bersani, che su quest’argomento poco fa, ha incontrato i
giornalisti per illustrare la proposta avanzata dai Ds e dalla Sinistra
Ecologista in alternativa al provvedimento che identifica in Scanzano il
sito dove realizzare il deposito nazionale delle scorie nucleari. «Questa è
una bufala nucleare – ha detto ancora Bersani – premendo sull’emotività, si
è drammatizzata una situazione e ora non solo Scanzano è in subbuglio.
Bisogna ritirare il decreto e tornare alla ragionevolezza. Ripristinare le
procedure ordinarie. La nostra proposta è che qualunque soluzione deve
passare attraverso il confronto con le Regioni per salvaguardare la
sovranità regionale e essere poi chiusa e approvata dal parlamento. Una
procedura cioè che preveda meccanismi trasparenti e partecipati».

E che bisognasse ritirare il decreto lo ha aggiunto anche l’ex ministro
dell’ambiente Edo Ronchi. «Se ci si limita a togliere il nome di Scanzano,
cade la necessità del decreto». Ipotesi che il governo alla fine ha deciso
di accogliere. Anche se, pare di capire dalle parole del sottosegretario,
prima o poi il problema si riproporrà per altri siti. Ecco perché, accanto
alla richiesta del ritiro del decreto i Ds stanno pensando a una modifica
dell’art.1 dello stesso provvedimento, modifica che, nel prevedere la
creazione di siti «temporanei» per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari,
esclude la creazione di un sito geologico sotterraneo e definitivo.

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