Sudan: le compagnie del petrolio complici nella violazione dei diritti umani

Secondo un rapporto dello Human Rights Watch pubblicato oggi, le multinazionali del petrolio sono state complici del governo del Sudan in una sistematica violazione dei diritti umani.
Nel rapporto viene evidenziato come il tentativo di controllare le risorse petrolifere nel sud del paese abbia significato la deportazione di centinaia di migliaia di persone.

Scarica il rapporto di Human Rights Watch
A cura di amislc Il rapporto documenta come il governo del Sudan abbia utilizzato le infrastrutture collegate agli impianti petroliferi per condurre vaste operazioni di repressione contro i civili residenti nella zona petrolifera a sud del paese, teatro di una ventennale e sanguinosa guerra civile.
Un conflitto che vede fronteggiarsi il governo arabofono, la cui comunità di riferimento vive nel nord del paese, ed una vasta e marginalizzata popolazione al sud, nella quale opera il Sudan People’s Liberation Movement/Army (SPLM/A).
Sempre secondo il rapporto le compagnie petrolifere occidentali, la canadese Talisman Energy Inc e la svedese Lundin Oil AB, sono state complici, con la loro indifferenza, delle azioni di repressione del governo, tra le quali si annoverano attacchi su obiettivi civili e bombardamenti aerei di chiese e ospedali.
Sotto la pressione di vari gruppi per la difesa dei diritti umani le due compagnie si sono ritirate dal sudan alla fine del 2002, per essere rimpiazzate da compagnie statali di Cina, Malesia e India, i cui atteggiamenti sono rimasti immutati.

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