Quale futuro per il movimento altermondialista ?

Quale futuro per il movimento altermondialista ? A Parigi gli interrogativi hanno bisogno di risposte concrete. Ad un anno dal primo social forum europeo si contano le vittorie ( la manifestazione mondiale del 15 febbraio e l? interruzione dei lavori del WTO a Cancun in testa) ma le sfide si fanno decisamente più pesanti e passano tutte dalla questione dello stato sociale e dal coinvolgimento dei sindacati e dei partiti alla discussione sulla globalizzazione e sul liberismo.

Intervista a Vittorio Agnoletto, a cura di Pamela Cioni Radio Fatamorgana
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    A discuterne alcuni dei rappresentanti nazionali del Movimento europeo durante un gremito seminario a La Villete venerdi &? novembre . Per l?Italia Vittorio Agnoletto ha portato sul piatto delle proposte concrete la manifestazione per il 22 novembre contro la guerra e in particolare contro l?intervento delle truppe italiane in Iraq. « L?egemonia culturale del liberismo è in crisi -ha detto- e il lavoro futuro del movimento è creare sempre più consapevolezza nei cittadini circa il ruolo che proprio la globalizzazione e il liberismo hanno nella crescente crisi dei welfare state nazionali, nella precarietà e nell? incertezza nel futuro delle giovani generazioni ». La consapevolezza e la compattezza sociale, secondo le opinioni dei diversi relatori, sembrerebbe proprio emergere dalla capacità del movimento e dei maggiori sindacati europei di dialogare; In italia la CGIL il 22 novembre sarà per la prima volta a fianco del movimento per dire no alla guerra, in Grecia dice la sindacalista Maria Styllou le organizzazioni dei lavoratori stanno apprendendo un metodo di lavorare, partendo dal basso e organizzandosi in azioni propositive piuttosto che difensive, mutuato direttamente dal movimento. Qualcosa dunque si sta muovendo ma i giochi cominciano proprio adesso a farsi duri. Dopo che il Movimento ha funzianto come cretore di dissenso, e portatore di criticità all?interno della società e inevitabilmente della politica a tutti i livelli, adesso deve farsi carico del cambiamento in atto. « Forse un mondo sta finendo , -ha detto Bernard Pineau di Attac France- ma un nuovo mondo non è ancora sorto. Dobbiamo stare attenti a non creare mostri.

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