FSE/L’apporto del femminismo ai movimenti

Stamattina a la Villette si è svolta una plenaria sui concreti contributi che ad oggi il femminismo ha apportato al movimento.
Oratori: Annik Coupe (union syndacale-G10 Solidaires-France), Helene Ryckmans(Wide-Belgique), Katerine Thoidou(Campaign Genoa 2001-Grèce), Lidia Cirillo(Marcia mondiale delle donne-italia), Miguel Benasayag(filosofo-Francia).
A cura di Posta come premessa la singolarità dell’agire delle donne che da sempre hanno lavorato sul sociale e sul politico senza perseguire mai l’obiettivo di andare al Potere, sono stati trattati e ampliamente dibattuti una serie di temi: l’aborto, che in Argentina ha visto il coinvolgimento di 20000 donne nonostante la rigidità cattolica del paese, la riforma delle pensioni francese, le rivendicazioni contro la logica del part-time portate avanti in Belgio da oltre 2000 donne fiamminghe scese in piazza l’11 novembre in occasione della giornata nazionale della donna, la questione del velo simbolo di repressione politica più che culturale.
Proprio sulle diverse istanze che animano i movimenti delle donne, Attac ha sottolineato l’importanza di unire ed integrare donne di diverse provenienze, religioni, idee politiche per superare le singole differenze e procedere unite verso l’obiettivo comune di eliminare qualsiasi forma di violenza contro le donne.
Come ha sottolineato Lidia Cirillo é necessario riuscire a trasformare la molteplicità in solidarietà per adottenere l’unico e vero potere che da sempre vogliono e reclamano le donne:” il potere fare”.
Per concludere é dalle donne che arriva il principale stimolo all’elaborazione di temi nuovi nell’ambito del movimento come lo stato sociale, il welfare, l’antimilitarismo.. , eppure nel corso della discussione non sono state poche le voci che si sono sollevate per denunciare una parità solo fittizia anche tra gli oppositori della globalizzazione, per testimoniare ancora una volta della difficoltà che molte compagne incontrano per essere ascoltate, per sottolineare la necessità di un concreto riconoscimento della diversità a dispetto di quella parità , di cui tanto si parla, spesso falsa e vuotata di senso

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