La Banca mondiale approva politicamente l’oleodotto del Caspio BTC

Ieri pomeriggio il consiglio di amministrazione del gruppo della Banca mondiale ha approvato finanziamenti per un totale di 310 milioni di dollari a favore del consorzio di multinazionali petrolifere, di cui fa parte anche l’ENI, che costruiranno l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC).
A cura di red

Files allegati a questa notizia

    COMUNICATO STAMPA

    Questo sarà il più lungo oleodotto al mondo e collegherà il Mar Caspio con il Mar Mediterraneo, escludendo Russia ed Iran dallo sfruttamento delle risorse petrolifere che giacciono sotto il Mar Caspio, nell’interesse dell’amministrazione Bush. Elevatissimi i rischi ambientali e gli impatti sociali soprattutto in Turchia, dove il progetto attraversa zone curde, nonché unico il quadro legale che regola il progetto soltanto a vantaggio delle multinazionali, creando un pericoloso precedente per gli investimenti esteri in mega-progetti infrastrutturali.

    Nelle scorse settimane le Ong internazionali avevano presentato al consiglio della Banca mondiale un dettagliato dossier che provava ben 173 violazioni delle politiche operative della Banca da parte del suo staff nella valutazione del progetto. Tale denuncia, basata su visite sul campo in Azerbaigian, Georgia e Turchia e sostenuta da numerose comunità locali, è stata ignorata per convenienza e miopia politica in particolare dai direttori esecutivi europei, di fronte al diktat americano su un progetto altamente politico e difficile da giustificare economicamente ed in termini di rischi di generazione di nuovi conflitti sulle risorse nella regione.

    “La Banca mondiale ha tradito palesemente il suo mandato di sviluppo visto che il progetto BTC  non contribuirà allo sviluppo sostenibile ed alla riduzione della povertà nei tre paesi”, ha dichiarato Antonio Tricarico, coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale. “Il progetto è puramente politico, e la Banca deve essere considerata ormai una agenzia dell’amministrazione americana piuttosto che un’agenzia specializzata delle Nazioni unite per promuovere lo sviluppo. E’ grave che un progetto voluto da Washington venga approvato anche dagli europei per paura di dire no all’amministrazione Bush. In questo modo si delegittimano ancora di più le istituzioni multilaterali.”

     “Il presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn, in cerca della riconferma per il 2005,  sa bene che il dialogo della Banca con la società civile viene messo ancora più a rischio da una tale decisione. Se qualcosa non funzionerà sul campo in termini di compensazioni od impatti ambientali, se verranno compiuti attacchi terroristici all’oleodotto, la società civile internazionale e le comunità locali in Azerbaigian, Georgia e Turchia sapranno bene chi sono i responsabili che questa volta dovranno pagare politicamente”, ha concluso Tricarico.

    Top