EX PRESIDENTE Boliviano PAZ ZAMORA: GAS IN CILE SOLO IN CAMBIO DI SBOCCO AL MARE

L’ex presidente boliviano Jaime Paz Zamora, leader del Mir (Movimento della sinistra rivoluzionaria), ha dichiarato a margine del congresso dell’Internazionale socialista, in corso di svolgimento a San Paolo, in Brasile, che ci vorranno cinque, forse sette anni, prima che possa essere esportato il gas boliviano al centro dei gravi scontri di piazza delle scorse settimane. Paz Zamora ha parlato, in particolare, del progetto di far passare il gasdotto attraverso il territorio cileno, avversato da chi, invece, vorrebbe fosse costruito più a nord, in Perú.
A cura di Misna L’ex capo dello Stato, uno dei più accesi supporter dell’ex presidente Sánchez de Lozada, ha detto in proposito che “la vendita del gas boliviano non sarà mai realizzata attraverso il Cile” a meno che Santiago “non dia un segnale chiaro di essere disposto a risolvere il problema dello sbocco al mare per la Bolivia”.
Una curiosa marcia indietro per chi, invece, ha fino a poche settimane fa appoggiato un progetto esattamente opposto, a dimostrazione che in Bolivia il clima si fa sempre più elettorale. Il riferimento di Paz Zamora è al porto cileno di Patillos, attraverso il quale il progetto approvato da Sánchez de Lozada prevedeva di far passare il gas boliviano. Il porto fu strappato dal Cile alla Bolivia nel 1879, alla fine di una guerra vinta da Santiago. “Non stiamo chiedendo che ci siano restituiti i 150mila chilometri quadrati che abbiamo perso durante la guerra del Pacifico. Ma vogliamo un nostro accesso al mare” ha detto l’ex presidente, che poi ha aggiunto: “Il problema non è l’esportazione del gas in sé. Stiamo anche parlando della sicurezza energetica del Cile nel lungo periodo. Il Cile importa 17 milioni di metri cubi di gas al giorno dall’Argentina e molto presto avrà bisogno di un altro fornitore. Ma perché possiamo accettare di rifornire di gas il Cile, è necessario che quel Paese cambi atteggiamento verso la Bolivia”.
Nonostante la tensione tra i due Paesi, Santiago ha annunciato che il presidente Ricardo Lagos sarà presente il prossimo 14 e 15 novembre a Cochabamba, Bolivia, in occasione del vertice annuale dei Paesi ispanoamericani: “Non temiamo per la sicurezza del presidente” fanno sapere dal Cile. Nel frattempo, l’assistente per l’America Latina del dipartimento di Stato Usa, Otto Reich, fa sapere che Washington vuole che la Bolivia aiuti Brasile e Cile nell’approvvigionamento di gas naturale. Un messaggio chiaro, come quello con il quale, la settimana scorsa, gli Usa hanno ammonito La Paz di non sospendere lo sradicamento delle piante di coca nel Chapare.
Tra Cile e Brasile, in ogni caso, è il primo Paese a dover risolvere i maggiori problemi diplomatici con la Bolivia. Il Brasile, infatti, importa dal 1999 gas naturale boliviano ed è in fase di contrattazione un’estensione dell’accordo di compravendita dal 2010 al 2020, oltre a un aumento delle quantità importate da Brasilia.

Top