BOLIVIA: minacce ai giornalisti

L’ 11 ottobre scorso, i giornalisti delle radio Pachamama, Celestial e Erbol hanno ricevuto numerose minacce anonime telefoniche. Il 13 ottobre, lo stesso copione si è ripetuto con altri media, tra i quali Radio Fides, Canal 2 e Canal 39. Il 12 ottobre scorso, sette giornalisti della televisione di Stato hanno dato le dimissioni per protestare contro la “manipolazione” e le “menzogne per omissione” della rete televisiva statale
A cura di amisfd L’11 ottobre 2003, le radio Pachamama, Celestial, della citta di El Alto, e Erbol, di La Paz, hanno ricevuto diverse telefonate anonime che avvertivano che stava “per succedere loro qualcosa”, e quindi che dovevano “fare attenzione”, oppure esigendo la sospensione delle loro trasmissioni. Altre telefonate anonime annunciavano invece il rischio di esplosione di una bomba nei locali delle stesse emittenti. Il 13 ottobre, queste minacce sono state estese anche a altri media di La Paz, tra cui Radio Fides, e delle reti televisive come Canal 2 e Canal 39

Il 12 ottobre scorso, sette giornalisti della televisione di Stato hanno dato le dimissioni per protestare contro la “manipolazione” e le “menzogne per omissione” della rete televisiva statale, denunciando anche un’intrusione del potere esecutivo per impedire la diffusione di informazioni sugli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine a El Alto. I giornalisti dimissionari affermano anche di aver ricevuto delle minacce in seguito alle informazioni diffuse dal loro media.

Reporter senza frontiere ricorda che il 7 ottobre scorso, Juan Yupanqui, del quotidiano El Diario, era stato picchiato dalle forze speciali di sicurezza mentre stava seguendo dei manifestanti che scendevano a piedi dalla città di El Alto per raggiungere la capitale. I poliziotti avevano usato dei gas lacrimogeni e usato la forza per impedire alla manifestazione di proseguire.

Un forte movimento sociale sta attraversando la Bolivia da alcune settimane. I sindacalisti e i leader indigeni hanno proposto uno sciopero generale per protestare contro un progetto governativo per l’esportazione del gas naturale. La città di El Alto, situata a 15 km da La Paz, è stata al centro delle mobilitazioni degli ultimi giorni. Durante queste tre settimane di crisi, sono state uccise 60 persone durante gli scontri che opponevano i manifestanti alle forze dell’ordine. Il 12 ottobre scorso, il presidente Sanchez de Lozada ha imposto la legge marziale nella città di El Alto.

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