L’Italia frena lo sviluppo delle energie rinnovabili

L?Italia è uno dei quattro paesi europei (insieme a Regno Unito, Grecia e Francia) responsabili del limitato sviluppo delle energie rinnovabili. In un rapporto del WWF, si dimostra che l?Unione Europea raggiungerà una percentuale non superiore al 17% a causa della mancanza di politiche effettive per le fonti rinnovabili (vento, sole, biomasse) a fronte dell’ obiettivo definito dal Protocollo di Kyoto di ricavare il 22% dell?energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2010.
A cura di red Secondo la classifica dei paesi più progrediti nello sfruttamento di fonti di energia rinnovabili ai primi posti troviamo la Danimarca e l?Irlanda, gli unici che addirittura andranno oltre i loro obiettivi, mentre la Germania e la Spagna, i primi ad aprirsi alle energie rinnovabili, sono prossimi al ?traguardo? della percentuale necessaria ai 15 paesi membri.

Quella sulle fonti rinnovabili, adottata nell?Ottobre 2001, è la prima Direttiva dell?UE per la riduzione di gas serra sulla scia del Protocollo di Kyoto. Il rapporto dimostra che, nonostante gli Stati membri abbiano definito obiettivi nazionali per l?utilizzo di fonti rinnovabili, non hanno ancora adottato misure e politiche adatte a superare le barriere del mercato per l?inserimento di queste fonti di energia. Ad esempio, non è mai stato adottato il sistema conosciuto come ?feed-in tariffs?, un incentivo sull?energia proveniente da fonti pulite come solare, vento e biomasse che permette ai produttori di rinnovabili di competere con il nucleare e il carbone. Metodo, peraltro, già adottato da Danimarca, Germania e Spagna e che, adesso, altri stati dell?Unione Europea stanno seguendo.

Il ?brutto voto? dell?Italia sulla mancanza di politiche di incentivo a favore delle risorse rinnovabili si aggiunge a quello negativo che il WWF attribuisce all?intera gestione della rete nazionale di energia: il black-out che domenica 28 settembre ha lasciato al buio l?Italia si sarebbe potuto evitare se questo sistema non fosse così rigido ed estremamente carente nella struttura e nella gestione, e non è certo dovuto alla mancanza di energia. Le due inchieste in atto, quella di Roma e di Torino, sulla vicenda dimostrano che esistono ancora molti punti oscuri?.

Nato a Milano il Coordinamento ambientalista sul COP9, la nona Conferenza delle Parti sui Cambiamenti climatici che riunisce 15 associazioni>

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