RUSSIA: Un giornalista condannato in appello a un anno di lavori forzati per diffamazione

Il 7 ottobre 2003, la corte del distretto di Kalinine, a Tcheliabinsk, ha confermato, nella sentenza di appello, la pena a un anno di lavori forzati per il giornalista German Galkine, accusato di diffamazione nei confronti dei responsabili dell’amministrazione regionale di Tcheliabinsk (negli Urali). Reporters sans frontières protesta vigorosamente contro questa condanna giudiziaria.
A cura di rsf “La condanna in primo grado di questo giornalista a una pena detentiva che prevede i lavori forzati per diffamazione era sicuramente scioccante, ma la conferma in appello significa che la giustizia vuole davvero che German Galkine sconti una condanna così aberrante, e questo è inaccettabile”, ha dichiarato Robert Ménard, segretario generale di Reporters sans frontières. L?organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa ha chiesto al cancelliere tedesco Gerhard Schröder, in visita ufficiale a Ekaterinburg l’8 e il 9 ottobre prossimo, di farsi portavoce, nei confronti delle autorità russe, della grande inquietudine provocata da una sentenza così severa. Gli articoli del codice penale che prevedono delle pene detentive di questo tipo per il reato diffamazione, sono infatti una minacciosa spada di Damocle per giornalisti.

Il 15 agosto 2003, German Galkine, caporedattore del quotidiano Vecherny Tcheliabinsk, direttore della pubblicazione settimanale Rabochaïa Gazeta e presidente della sezione locale del partito d’opposizione Russia liberale, era stato condannato in primo grado a un anno di lavori forzati per diffamazione e insulti (art. 129-2 e 130 del codice penale della Federazione della Russia), nei confronti di due vice-governatori della regione, Konstantin Botchkarev e Andreï Kosilov. Quest’ultimo, aveva sporto denuncia nel giugno del 2002, in seguito a tre articoli pubblicati dal settimanale Rabochaïa Gazeta che accusavano il governatore Piotr Soumine e i suoi collaboratori di malversazioni finanziarie (“Il vero Soumine”, pubblicato il 16 aprile 2002, “La pazienza del governo”, pubblicato l’8 febbraio 2002 e “A proposito delle condizioni di salute di Soumine”, pubblicato il 12 febbraio 2002). Famoso per i suoi toni critici nei confronti dell’amministrazione locale e del governatore della regione, Piotr Soumine, il giornalista era già stato aggredito davanti al suo domicilio, a Tcheliabinsk, il 14 giugno 2002.

Reporters sans frontières ricorda che, secondo l’articolo 130 (§2 e §3) del codice penale della Federazione di Russia, l’offesa è passibile di una condanna che può andare da un anno ai lavori forzati, e che, secondo l’articolo 129 (§2 e §3), la condanna per calunnia può arrivare fino a tre anni di detenzione.

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