UE: PAESI CANDIDATI, IN RITARDO CONTRO DISCRIMINAZIONI

I dieci paesi candidati
all’ingresso nell’Ue dal primo maggio 2004 non si sono ancora
adeguati alle direttive dell’Unione contro le discriminazioni.
A cura di ansa E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di un gruppo di esperti
incaricati dalla Commissione europea di preparare uno studio su
”uguaglianza, diversita’ e allargamento”, in cui e’ scritto
che ”la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale
e’ il terreno piu’ controverso”, ma anche ”la discriminazione
dovuta all’eta’ e’ un punto debole”.
Secondo il commissario Ue per gli affari sociali, Anna
Diamantopoulou, ”i membri attuali e futuri dell’Unione europea
devono dare un segnale forte in favore della difesa dei diritti
umani fondamentali”. I paesi candidati devono ”preparare
un’ampia legislazione in materia di lotta contro la
discriminazione”, recependo nelle leggi nazionali due direttive
europee in materia.I dieci paesi che entreranno nell’Ue l’anno prossimo
(Polonia, Lettonia, Estonia, Lituania, Slovacchia, Repubblica
Ceca, Slovenia, Ungheria, Cipro e Malta), ma anche altri tre
paesi candidati (Romania, Bulgaria e Turchia) ”devono fare di
piu’ – si legge nel rapporto – prima dell’ingresso, in modo da
soddisfare gli impegni che hanno preso durante i negoziati per
l’allargamento”.
Nel rapporto si individuano, per quanto riguarda la
legislazione contro la discriminazione etnica, religiosa e di
preferenza sessuale, due gruppi principali di paesi: sei stati
piu’ virtuosi (Slovenia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Malta,
ma anche Romania) e sei stati in ritardo, che stanno pero’
lavorando nella giusta direzione (Polonia, Estonia, Repubblica
Ceca, Ungheria, Cipro, ma anche Bulgaria).
La Turchia, secondo lo studio, ”non sembra che abbia piani
specifici per una trasposizione integrale delle direttive”.
Per quanto concerne la discriminazione in base all’
orientamento sessuale, la questione ”viene deliberatamente
omessa dalla nuova legislazione di Malta, Lettonia e
Slovacchia”.

Le leggi contro la discriminazione sul posto di lavoro sono
quelle piu’ incisive nei paesi candidati. In particolare, in
questo campo e’ particolarmente avanti la Romania che, in
generale, ”e’ il paese candidato che e’ allo stato piu’
avanzato” per quanto concerne l’adeguamento delle proprie leggi
alle richieste dell’Ue.
Lo studio conclude che ”nonostante nessuno dei paesi
candidati abbia trasposto integralmente le direttive” europee,
”ci sono molte prove che dimostrano che queste stanno
orientando lo sviluppo delle leggi contro la discriminazione in
questi stati”. Tuttavia, oggi c’e’ ”una chiara debolezza”, a
livello del diritto nazionale, per ”l’assenza di definizioni
chiare che riguardano la discriminazione”

Top