Falliscono i negoziati di Cancun

Cancun. E? ufficiale: la quinta Conferenza ministeriale della World Trade Organization è fallita, senza neppure una dichiarazione finale, e a Ciudad Cancun, quartier generale dei manifestanti, si festeggia la fine dell?Organizzazione mondiale del commercio.

Il comunicato dei disobbedienti globali
A cura di altremappe

Files allegati a questa notizia

”E’ stato un insulto che le proposte dei Paesi sviluppati – ha denunciato Algresia Akwi, direttrice di Action Aid Africa – siano state completamente disattese a Cancun. Secondo essi nessun accordo poteva essere migliore di quello che mettevano sul tavolo. Ma nessun accordo e’ meglio di un cattivo accordo”. Friends of Earth Europe ha parlato di risposta al ‘bullismo’ di USA e Ue nei confronti i molti Paesi del Sud, lasciati fuori dalla green room dove si e’ giocata la partita fatale degli investimenti. Walden Bello, l’economista new global filippino animatore di Focus on the Global South, all’uscita dalla green room del negoziatore del Kenia Mukhisa Kituxi, ha affermato alla stampa che ”i Paesi piu’ poveri hanno ripreso la parola, e grazie all’attenzione e al sostegno della societa’ civile internazionale hanno avuto il coraggio di imporre le proprie priorita’ rispetto ai negoziati”. Phil Bloomer, dell’ong inglese Oxfam, sostiene che ”i negoziati del Wto non saranno piu’ gli stessi. Nero su bianco, questo meeting e’ fallito perche’ i Paesi ricchi hanno sottovalutato il nuovo potere e l’unita’ dei Paesi in via di sviluppo che, sostenuti dalle campagne globali, vogliono un commercio giusto e il diritto al benessere per tutti”.
Anche ong, campagne e reti italiane, attivi all’interno del Convention Center e in gran parte responsabili del lavoro di insider di molti Paesi in via di sviluppo e di contro-informazione sul vertice, manifestano soddisfazione per l’empasse del Wto, ma anche attenzione per gli scenari futuri. La Campagna Questo mondo non e’ in vendita afferma che ”Il New York Times aveva ragione il 15 febbraio scorso: esistono due super potenze al mondo, gli Usa e la societa’ civile globale. L’alleanza delle Ong con il nuovo nuovo soggetto politico del Sud del mondo ha permesso di sconfiggere l’arroganza e l’egoismo dei Paesi ricchi. Si apre uno spazio politico multilaterale, unico nella storia per risolvere in pace i drammi dell’ingiustizia e della poverta”’. Ugo Biggeri di Mani Tese, presente a Cancun come a Seattle, sottolinea che ”A Seattle abbiamo vinto ed il movimento era in strada. Oggi questa vittoria conta ancora piu’ perche’ il movimento era dentro ed ha sostenuto i piu’ poveri nella rivolta. Oggi e’ finita la democrazia del terrore del Wto in cui il consenso era estorto con i ricatti”. Un risultato al quale, secondo Alberto Zoratti di Roba dell’Altro Mondo, centrale italiana del commercio equo presente a Cancun, ”ha contribuito molto il successo politico ed economico del fair trade, che dimostra, con la sua crescita costante in tempi di crisi economica globale, che il commercio e’ possibile solo nel rispetto dei diritti di tutti”. ”Il WTO e’ in crisi irreversibile tanto quanto il modello neoliberista”, dichiara Marco Bersani di Attac. Ma Rosario Lembo, presedente della Federazione di ong Cipsi, rilancia in avanti: ”il nostro lavoro non e’ finito: dobbiamo continuare a monitorare attentamente il destino del trattato GATS per la liberalizzazione dei servizi e impedire che i beni comuni come l’acqua diventino merci. Ma dobbiamo anche stare attenti che la partita non si sposti, come sembra suggerire la posizione dei negoziatori Usa, su accordi bilaterali fino ad oggi sempre in perdita per i Paesi piu’ deboli”.

Top