Cancun 2003: seconda giornata di mobilitazione. Comunicato dei disobbedienti europei

Decine di migliaia di persone hanno
marciato verso la zona rossa in un grandissimo corteo
indetto da via campesina.
Molto importante la partecipazione dei contadini
indigeni provenienti da diversi stati messicani e da
altri paesi dell’america latina e del resto del mondo,
nonostante le limitazione dei visti imposti dalla
polizia messicana nei giorni precedenti al vertice.
A cura di redazione L’appuntamento di oggi era infatti uno dei piu attesi
di questa giornata perche’ assume un valore
fondamentale la partecipazione e la messa in gioco
radicale e conflittuale a partire dai propri corpi, di
coloro che sdirettamente subiscono le decisioni che si
stanno prendendo all’interno del Centro Congressi
della zona hotelera: liberalizzazione del commercio e
privatizzazione dei geni delle sementi.
Dopo 4 anni da Seattle e dopo l’insespugnabile zona
rossa di Genova, oggi la determinazione dei campesinos
ha violato le reti metalliche che segnavano il
confine di un’ennesima zona proibita.
All’iniziativa dei contadini si e’ unito senza
esitazione , l’intero corteo , noi compresi, nelle sue
molteplicita’.

Proprio ieri, Via Campesina aveva ricevuto in maniera
ufficiale le le parole di solidarieta’ e condivisione
dell’ EZLN: l’invito, rivolto in particolare ai
contadini e alle donne a costruire la resistenza
globale per difendere le autonomie e i diritti, a
ribellarsi contro tutte le zone rosse, quelle dei
vertici, come quelle che escludono, uccidono e
sfruttano ogni giorno.
Oggi, le parole zapatiste hanno attraversato
significativamente tutte le componenti del corteo:
dalle metropoli del nord del pianeta alle campagne di
tutti i sud. Dentro questa importante giornata di
mobilitazione globale e’ avvenuto un episodio
drammatico: un attivista c sindacalista coreano si e’
tolto la vitqa, come forma estrema di protesta.
A partire da questo episodio ci sentiamo di ribadire
che la nostra presenza qui e in particolare nella
giornata di oggi e´segnata dall’affermazione della
vita e all’affermazione di opposizione contro quei
processi di privaizzazione che il wto vuole mettere in
campo.

Proviamo quindi un sentimento di dolore e
partecipazione, pur sentendoci estranei a questa forma
di lotta. .

Disobbedienti europei a Cancun.

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