URANIO: MALATI OTTO MILITARI ITALIANI REDUCI DALL’AFGHANISTAN

In una interrogazione al ministro
della Difesa, i deputati della Lega Nord Edouard Ballaman,
Federico Bricolo e Cesare Rizzi sostengono che otto militari
italiani impegnati nella missione Enduring Freedom, in
Afghanistan, ”sono stati rimpatriati ed inviati presso il
reparto oncologico dell’ospedale di Siena con i sintomi gia’
riscontrati a molti militari reduci dal Kosovo ed imputabili
agli effetti cagionati dall’esplosione di proiettili all’uranio
impoverito”.
A cura di ansa Di quattro militari rientrati in Italia, questa volta
dall’Iraq, con patologie tumorali, parla invece Domenico
Leggiero, uno dei responsabili dell’Osservatorio militare,
un’associazione di tutela dei diritti degli appartenenti alle
forze armate. ”Ricordiamo che in Iraq – dice Leggiero – sono
stati usati determinati ordigni. Stiamo attenti a che non si
ripeta una nuova Sindrome dei Balcani”.
Secondo i tre deputati della Lega, gli otto militari malati
reduci dall’Afghanistan sarebbero ”sotto le cure del professor
Nobile”. L’oncologo Franco Nobile, coordinatore regionale della
Lega tumori della Toscana e direttore di un centro di
prevenzione oncologica a Siena, che in passato ha condotto uno
studio su tutti i para’ reduci dai Balcani, ha pero’ smentito la
circostanza: ”da me – ha detto all’Ansa – non e’ venuto alcun
militare ne’ proveniente dall’Iraq, ne’ dall’Afghanistan”.
Proprio dal comando del contingente italiano in Afghanistan,
poi, si sottolinea che nessun soldato e’ stato finora
rimpatriato per questioni sanitarie, tranne il giovane rimasto
ferito una settimana fa dopo l’esplosione di un ordigno.

Nella loro interrogazione, i deputati della Lega chiedono al
ministro della Difesa di sapere ”se e quanti militari impiegati
nelle missioni di pace in Afghanistan e in Iraq sono rientrati
per ragioni di salute e quanti di questi sono curati per
patologie di tipo oncologico”. Chiedono inoltre ”quante e
quali misure di sicurezza sono state adottate dai nostri
militari nei due nuovi teatri operativi in considerazione
dell’esperienza maturata con i reduci dei Balcani” e ”se non
si ritenga opportuno procedere alla verifica sui vari teatri
circa i reali effetti dell’uranio impoverito inviando
specialisti per monitorare gli effetti di tali utilizzi”.
Ballaman, Bricolo e Rizzi, ”sempre con riferimento alle
vicende legate all’uranio impoverito”, citano la morte del
militare sardo Salvatore Vacca, reduce dalla Bosnia: ”il gip
Roberto Cau – scrivono i tre parlamentari – ha previsto
l’ipotesi di reato di omicidio colposo nei confronti di ignoti,
ipotizzando la mancata attuazione delle misure di sicurezza
previste per i militari impiegati sul teatro operativo”. E
dunque gli esponenti della Lega chiedono di sapere ”quali sono
le iniziative che il ministero della Difesa intende adottare al
fine che da un’accusa di omicidio colposo prevedibile per una
singola fattispecie, non si configuri, visto il numero di
decessi, un’ipotesi di strage”.

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