REPORTERS SANS FRONTIERES SOSPESA PER UN ANNO DALLA COMMISSIONE PER I DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE

L’organizzazione ha pubblicato un rapporto “Mercanteggiamento, incompetenza e non-azione” in cui vengono messe in luce le derive e gli insuccessi della Commissione, e propone una riforma radicale. Come risultato, lo statuto consultivo di RSF presso le Nazioni Unite e’ stato sospeso.
A cura di red

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Il 24 luglio scorso, lo statuto consultativo di RSF presso le NU e’ stato sospeso per un anno su iniziativa di Cuba. Durante l’inaugurazione dell’ultima sessione della Commissione per i Diritti Umani (CDH) che si e’ tenuta a Ginevra, dei militanti di RSF avevano manifestato contro l’attribuzione dellla presidenza del CDH al regime del colonnello Gheddafi.
RSF valuta la presidenza libica come un disonore per questa istanza internazionale: inoltre, l’organizzazione non e’ mai stata ascoltata dal Comitato delle ONG che ha preso questa decisione. Questo non-rispetto delle procedure, era stato denunciato dal governo francese che ha ufficialmente chiesto che il Comitato ascolti RSF prima di prendere qualsiasi decisione. La domanda e’ stata ignorata.

RSF giudica questa decisione come “dittatoriale”; una “mascherata”, riflesso del funzionamento della Commissione stessa. Proprio oggi, l’organizzazione per la libertà di espressione pubblica un rapporto che mette in luce gli insuccessi del CDH e propone una serie di riforme necessarie per ridare un senso all’opera della Commissione: limitare il diritto di voto solo a quegli Stati che hanno ratificato gli accordi in tema di diritti umani, nominare una persona indipendente alla presidenza della Commissione e sopprimere la procedura di “non-azione” che impedisce di fatto qualsiasi dibattito.

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