IRAQ: AVVOCATI DI ATENE DENUNCIANO TRUPPE GB ALL’AJA

l’Associazione degli avvocati di Atene ha depositato ieri
presso la Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) una
denuncia riguardo alla ”partecipazione delle truppe britanniche
nel conflitto iracheno”.
L’accusa degli avvocati greci e’ centrata su ”22 capi di
accusa per incidenti specifici” e chiede all’ufficio del
procuratore della Corte, Luis Moreno Ocampo, di indagare su
presunti delitti ”per crimini contro l’umanita’, di guerra e
genocidio”.
A cura di ansa Gli avvocati di Atene, guidati dal presidente dell’
associazione Dimitris Paxinos sono stati ricevuti da Moreno
Ocampo, al quale hanno consegnato la denuncia ”con allegati 13
video e 74 articoli di stampa” sulla guerra in Iraq, ha
confermato una nota della Cpi, il primo tribunale mondiale
permanente incaricato di perseguire questo tipo di crimini.
La denuncia fa riferimento a Blair e ad alcuni membri del suo
governo per aver violato il diritto internazionale, lo statuto
dell’Onu e i diritti umani, hanno detto ad Atene fonti
dell’Associazione, precisando che nell’accusa sono citati quali
testimoni il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, il
presidente della Commissione europea, Romano Prodi, l’ex capo
degli ispettori dell’Onu, Hans Blix, e l’alto rappresentante Ue
per la politica estera, Javier Solana.

Tocchera’ ora ai giudici dell’Aja decidere se la denuncia –
un grande pacchetto avvolto in carta marrone accompagnato da una
lettera di presentazione – sara’ seguita da un’istruttoria per
verificare le accuse mosse dagli avvocati greci.
”Ci comporteremo come con le altre denunce ricevute
finora”, ha detto all’Ansa la portavoce della Cpi, Claudia
Perdomo, precisando che ”ovviamente c’e’ un lungo iter
giuridico da seguire”. Il Tribunale dell’Aja ha iniziato ad
operare qualche settimana fa e Ocampo – un magistrato e avvocato
argentino – ha gia’ ricevuto circa 500 denunce provenienti da 66
paesi.
Secondo la procedura stabilita, la denuncia sara’ ora
esaminata dall’ufficio del procuratore e, nel caso in cui ci
siano degli elementi consistenti, potrebbe aprirsi un’indagine.
Ma prima delle’eventuale via libera a tale fase – ha
puntualizzato la portavoce – e’ previsto che l’Aja entri in
contatto con la magistratura britannica, sulla base del
”principio della complementarieta’ ” della Cpi, che assegna la
priorita’ delle eventuali azioni alle magistrature nazionali.

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