AFGHANISTAN: HRW CRITICA USA E ALLEATI SU DIRITTI UMANI

L’organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch (Hrw) ha rivolto
aspre critiche agli Stati Uniti e alle altre potenze presenti in
Afghanistan per aver fallito nel frenare le violazioni dei
diritti dell’uomo nel paese, il che – secondo Hrw – mette a
rischio di fallimento le elezioni previste nel giugno del 2004.
A cura di ansa/reuters Violenze, intimidazioni politiche e attacchi contro donne e
ragazze – afferma un rapporto dell’organizzazione basata a New
York – stanno scoraggiando la partecipazione politica e
minacciano i progressi nella condizione delle donne ottenuti
dopo la caduta del regime dei Taleban nell’autunno del 2001.
Gravi violazioni – ha affermato Brad Adams, direttore di Hrw
per l’Asia – sono commesse da signori della guerra portati al
potere dagli Usa e dai loro partner dopo la caduta dei Taleban.
”A meno di un anno dalle elezioni – ha detto – la situazione
dei diritti dell’uomo in Afghanistan sembra peggiorare”

Il rapporto, che riguarda soprattutto la capitale Kabul e le
regioni del sud est del paese, denuncia che le violazioni da
parte di militari e forze di polizia includono stupri di donne,
ragazze e ragazzi, e sequestri a scopo di estorsione. Attivisti
politici e giornalisti sono stati minacciati di morte e anche
arrestati da esercito, polizia e agenti dei servizi segreti.
La situazione ha spinto numerose famiglie a non mandare le
ragazze a scuola e milioni sono ancora quelle che non hanno
accesso all’istruzione. Per quasi tutte le donne intervistate la
vita ora e’ migliore che al tempo dei Taleban, ma molte tuttora
non escono di casa senza essere coperte interamente dal burqa
per tema di essere molestate o subire violenze. ”Non potevamo
uscire al tempo dei Taleban – ha detto una di loro – ora
potremmo, ma non lo facciamo”.

I testimoni citati da Hrw hanno chiamato in causa truppe e
milizie dipendenti da governanti e notabili di alto rango, tra
cui il ministro della difesa Mohammad Qasim Fahim, quello
dell’istruzione Yunis Qanuni, e l’ex presidente Burhanuddin
Rabbani, oltre che i governatori di Kandahar e Herat e i signori
della guerra del nord, Atta Mohammad e Abdul Rashid Dostum.
Questa situazione – afferma Hrw – e’ ”in larga parte il
risultato di decisioni, atti e mancanze da parte del governo
Usa, dei governi degli altri membri della coalizione, e di
settori dello stesso governo di transizione afghano”.
”Il presidente Hamid Karzai – aggiunge il rapporto – ha
adottato in alcuni casi provvedimenti positivi, ma in generale
si e’ rivelato troppo debole politicamente per realizzare
cambiamenti che potrebbero frenare” le violenze quotidiane.
Hrw ha esortato Usa, Gran Bretagna, Iran, Russia e altre
potenze a cessare il sostegno ai signori della guerra coinvolti
nelle violenze e ha invitato la Nato, quando in agosto ne
prendera’ il comando, ad ampliare la forza internazionale di
pace, l’Isaf, fuori da Kabul e dai suoi dintorni.

Top