Italia: Lodo Gasparri, le associazioni al fianco dell’opposizione

E’ passata in Senato la proposta di legge Gasparri sul riassetto del sistema televisivo che salvaguardia la terza rete Mediaset e, a detta dell’opposizione, affossa la RAI. Le forze di opposizione, che hanno abbandonato l’aula al momento del voto, hanno dimostrato a Roma a favore del pluralismo televisivo raccogliendo l’invito lanciato nelle scorse settimane dall’Associazione Articolo 21 e dal quotidiano Europa.
A cura di red

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“Gasparri sostiene di non aver approvato una legge che salva Fede dal satellite, regala la pubblicità alla concessionaria del premier e affossa il servizio pubblico” affermano i rappresentanti di Megachip, movimento che si propone di agire per la democrazia nell’informazione “sta di fatto che dopo l’approvazione del contestato articolo 25 della sua legge le azioni Mediaset hanno spiccato il volo in Piazza Affari”.

In un editoriale pubblicato sul sito Lettera 21, il presidente dell’associazione Federico Orlando ricorda come l’appello rivolto da Ciampi al mondo politico esattamente un anno fa sulla necessità di preparare una nuova legge che tutelasse il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione sia rimasto nei fatti lettera morta. “C’è qualcuno disposto a riconoscere al disegno di legge Gasparri una parentela sia pure lontanissima con questa posizione presidenziale?” si chiede Orlando. “Domanda retorica per Articolo 21, che nel messaggio del capo dello Stato ha visto e vede la più alta difesa dei valori espressi nell’articolo 21 della Costituzione. E non solo per il giornalismo scritto, parlato o visivo, ma per tutti i linguaggi della comunicazione: cinema, teatro, arti figurative e plastiche, musica, danza, narrativa, già plagiati e strumentalizzati nel Novecento dai regimi totalitari e oggi nuovamente a rischio per egemonie di oligopoli imparentati col potere politico”.

Intanto dalle pagine di Repubblica Massimo Giannini afferma che, a suo avviso, Ciampi non firmerà questa legge, “perché non può sconfessare se stesso, e rinnegare l’atto formale più impegnativo di questa sua prima metà di settennato. Nel suo messaggio alle Camere, ha sollecitato l’immediato recupero dei principi costituzionali del pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione. Ha richiamato almeno tre sentenze fondamentali della Corte costituzionale, sistematicamente ignorate dal legislatore e ora allegramente aggirate dalla Gasparri”.

il testo di legge Gasparri dal sito di Peacelink

Altri documentidal sito di Megachip

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