MARTONE (VERDI) : MORATORIA PER L?OLEODOTTO BAKU ? CEYHAN

Il più lungo oleodotto al mondo, che coinvolge ENI e SACE e i cui lavori sono iniziati nella primavera scorsa e che colleghera’ il mar Caspio al Mediterraneo rischia di avere serie conseguenze sia sull?ambiente che sul rispetto dei diritti umani.
A cura di Red

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    Infatti, dichiara il senatore dei verdi Francesco Martone, i termini legali del contratto quarantennale firmato nel 2000 dal governo della Turchia e dal Consorzio proprietario della condotta BTC (Baku-T?bilisi-Ceyhan) al quale partecipa economicamente anche l?Italia, creano una corsia preferenziale esentata dal rispetto di ogni legge, senza minimamente tener conto di un impatto ambientale che stravolgerà quei territori, minacciando migliaia di persone.

    Il Consorzio, se completato, trasporterà petrolio e gas per 1740 chilometri da Baku fino a Ceyhan, attraverso l?Azerbagian, Georgia e Turchia, con un costo totale di oltre 4 miliardi di euro, comprende importanti aziende di dimensioni mondiali, tra cui BP (Regno Unito), Statoil (Norvegia), Unocal (Usa), Itochu (Giappone), TotalFinaElf (Francia), ConocoPhillips (USA) e, per il 5% del contratto, ENI (Italia).

    Inoltre, continua Martone, lo scorso 26 marzo la SACE (Istituto per i servizi assicurativi del commercio estero)ha ricevuto una richiesta di promessa di garanzia di 50 milioni di dollari da parte di esportatori italiani coinvolti nel progetto BTC. Mentre sia la BERS ( Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ) che la Banca Mondiale, istituzioni alle quali partecipa anche l?Italia, hanno ricevuto una richiesta formale di prestiti per un totale di 300 milioni di dollari ciascuna da parte del consorzio (BTC).

    L’ENI e la SACE, secondo il parlamentare verde, utilizzerebbero finanziamenti provenienti da investitori privati o dai contribuenti italiani per partecipare ad un contratto che espropria l?autonomia di altri stati, l?unico strumento per garantire il pieno rispetto dei diritti umani e la tutela ambientale del proprio territorio.

    La stessa Amnesty International, si legge in un suo rapporto, denuncia che durante i 40-60 anni previsti per la costruzione e l’operativita’ dell’oleodotto si potrebbero avere gravi, conseguenze, come la limitazione del diritto al risarcimento per le 30.000 persone che
    saranno costrette a cedere i propri diritti sulla terra per far posto all’oleodotto; inadeguata applicazione delle norme a tutela della salute e della sicurezza per i lavoratori e la popolazione locale; gravi rischi di abusi dei diritti umani nei confronti delle persone che
    intendessero protestare contro le modalita’ di realizzazione dell’opera e difficolta’ di accedere alle fonti d’acqua per la popolazione locale, in un’area peraltro gia’ caratterizzata da mancanza di acqua.

    Sul caso il senatore Martone ha presentato una interrogazione ai ministri interessati con la quale si chiede al Governo una moratoria nella partecipazione italiana al progetto, al fine di rendere pubbliche le valutazioni sull?impatto ambientale dell?opera e di sottoporle ad una consultazione pubblica con le comunità locali e le associazioni internazionali che hanno denunciato il caso anche in sede di Unione Europea.

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